Unione, dieci anni importanti Ma il futuro va deciso in fretta
Gli stati generali dell’ente alla presenza dei sindaci dei tre comuni membri Zamboni: avanti per i progetti importanti. Pagnoni: occhio al disagio del personale
TRESIGALLO. Ieri alla sala Sogni stati generali dell’Unione, in occasione del decennale di Terre e Fiumi. Un pomeriggio di alto valore tecnico, anche se in molti casi si è parlato di passato e solo in pochi momenti di futuro. Gli interventi dei sindaci dei tre comuni membri, invece, hanno dato forti spunti di riflessione, in questo caso sul piano squisitamente politico. E proprio dai sindaci è il caso di partire, anche se hanno aperto, con il presidente pro tempore Zamboni e chiuso ancora con Zamboni, Laura Perelli e Fabrizio Pagnoni. Interventi politici e una dettagliata rassegna dei servizi dell’Unione ad opera dei responsabili dei vari settori.
l’unione oggi
Zamboni, nel suo saluto, ha chiarito come sia questo il momento per fare il punto della situazione. Chiarendo che è il momento di andare avanti considerate le grandi modifiche che sono a poco a poco avvenute nell’ente, dall’uscita di Jolanda alle fusioni di Riva del Po e Tresignana. Per Zamboni è necessario proseguire con l’Unione, considerando il fatto che è dimostrato come i servizi siano migliori e più facilmente proponibili alla popolazione, e considerando che ci sono progetti per 12 milioni di euro indirizzati ai territori organizzati come unioni nel Delta da parte della Regione, su progetti di Aree interne importanti per scuole, trasporti e tanto altro.
essere attivi
Il sindaco di Tresignana, Laura Perelli, ha sottolineato l’importanza di un ente attivo. Dopo una prima fase di grande spinta, si è arrivati ad una forma di stasi. Cosa fare? A questo punto la cosa importante è non fare passi indietro, andare avanti, cercare di nuovo la fase propositiva. Più critico il sindaco di Copparo, Pagnoni, il quale ha ribadito come la sua posizione personale sia legata alla permanenza nell’Unione, evitando l’ipotesi uscita di Copparo, ma in un contesto in cui si deve uscire dalla stasi è necessario ragionare in modo attento e cercare nuove strade ed organizzazione; cambiando, evolvendosi, e partendo dal presupposto, che va considerato, per cui in questo momento molti dipendenti dell’ente cerchino di uscire, non solo per la pensione, ma anche per andare altrove, non trovandosi a proprio agio. Pagnoni ha insistito sul punto del disagio dei dipendenti in un intervento sì breve ma incisivo. E ha anche sottolineato come l’uscita dalla stasi e le scelte per il futuro servano subito o in tempi brevi.
Poi spazio alla parte tecnica con spunti di interesse. Ad esempio, la necessità di vedere quale sarà il ruolo futuro degli agenti di Polizia locale (che si spera aumentino...) oppure i nuovi servizi in Unione, come la virtualizzazione dei terminali, il disaster recovery adottato per non trovarsi in difficoltà in caso di eventi catastrofici che possano far perdere dati, o le banche dati sempre più sviluppate, anche per la Protezione civile. —
Alessandro Bassi
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