Cinque anni per ridurre le distanze tra Ferrara e l’Emilia
La struttura e i servizi emiliani sono validi; quelli ferraresi risultano poco attrattivi, probabilmente insufficienti. Lo confermano i conti della mobilità sanitaria. Il saldo tra la spesa sostenuta dal sistema pubblico per gli emiliani e i romagnoli che scelgono di farsi curare fuori e le entrate garantite dai servizi erogati a chi qui arriva dal resto d’Italia, a livello regionale è ampiamente positivo, vale trecento milioni di euro. Ma sul piano provinciale, Ferrara è in controtendenza: costretta a cercare in Veneto ciò che evidentemente non trova in casa, chiude i conti con oltre trenta milioni di euro di rosso l’anno. Un territorio fragile.
L’Emilia a bassa velocità, l’Emilia della Bassa e della Montagna, ha affidato alle urne una decisa richiesta di cambiamento. Univoca nel Ferrarese, sola provincia in cui Lucia Borgonzoni è arrivata davanti in tutti i comuni, con distacchi corrispondenti al grado di “perifericità” dei territori, dal niente del capoluogo ai clamorosi 58 punti di scarto di Goro dove è finita 77,38 a 19,55 per la sfidante.
Lo scarto è netto, a tratti abissale. Bonaccini non lo nasconde, anzi punta ad affrontarlo con vigore e senza perdere tempo. La chiave sarà necessariamente ridurre le diseguaglianze. Non è un caso che tra i primi incontri ufficiali dopo la rielezione abbia scelto di venire proprio a Ferrara, tra i quattromila agricoltori scesi in piazza giovedì per reclamare aiuti contro il flagello cimice asiatica e la contrazione dei mercati, a cui ha assicurato un’attenzione straordinaria e misure concrete. Un impegno capitale per una provincia agricola com’è la nostra. Essenziale quanto il dimezzamento dell’Irap per commercianti, artigiani, lavoratori autonomi e liberi professionisti già in vigore nelle aree montane, che da marzo sarà esteso al Basso Ferrarese, manovra da dodici milioni per dare ossigeno al tessuto economico sfinito di Tresignana, Riva del Po, Codigoro, Mesola e Goro. Sono punti di partenza di un percorso che dovrà essere costante nei cinque anni: sostegno all’economia e rafforzamento dei servizi, a partire dalla sanità.
Riavvicinare Ferrara alla via Emilia è un auspicio condiviso.
Buona domenica. —
Luca Traini
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