Resiste la ristorazione «Nei nostri locali nessun calo di clienti»
Viaggio negli esercizi commerciali di Ferrara gestiti da cinesi Nonostante la preoccupazione, frequentazioni nella norma
IL PUNTO
Il Coronavirus, che in Cina ha già causato 259 morti, sta provocando, come era ampiamente prevedibile, una ondata di preoccupazione anche nel nostro Paese. Ferrara non fa eccezione. Numerosi sono difatti gli esercizi commerciali cinesi, soprattutto ristoranti e bazar, che si trovano in pieno centro città.
Allora, come vivono questa preoccupante fase gli imprenditori cinesi che lavorano nella nostra città? E che conseguenze sta avendo, la psicosi virus, sulla parte più strettamente commerciale? Calano i clienti, oppure restano sostanzialmente invariati?
Ristoranti e bar
Qualche distinguo in più, e una velata preoccupazione, è ciò che si evince dalle interviste ad alcuni imprenditori della ristorazione. Ristoranti e bar vivono questo periodo di paura che viene dalla Cina con qualche ansia in più rispetto ai colleghi commercianti dei bazar. Al “Bici Bar”, Piazza Travaglio 21, locale gestito da cinesi, Stella, una delle bariste, afferma chiaramente, in un italiano quasi perfetto, che «i clienti fissi, quelli che noi vediamo tutti i giorni, continuano regolarmente a venire e non sono per niente preoccupati per il virus. Noi – conclude Stella – non stiamo subendo conseguenze negative, i clienti ci sono». Un ristorante cinese molto conosciuto e frequentato in città, che abbina specialità come le tagliatelle ad ingredienti tipicamente asiatici, è il “Li Xia” in Piazza Sacrati: «Per noi – risponde uno dei commessi, Usman – non è cambiato niente. La nostra titolare, però, in questo momento si trova fuori Ferrara, ma mi sento di poter dire che i nostri clienti continuano a venire a pranzo e cena da noi senza problemi».
Va contreocorrente però il titolare dell’ennesimo ristorante di chiara impronta gastronomica asiatica, oggi definito fusion, è l’ “Asahi”, dove il titolare Steven parla di «circa un 80% di clienti, in media, in meno negli ultimi giorni rispetto al periodo pre virus». Ma tutti dovuti alla paura del virus? «Una buona parte sì – conferma Steven – anche se devo rilevare che certe persone si preoccupano in maniera eccessiva». In quel momento una decina di persone entra e chiede di pranzare.
Bazar e altri negozi
I clienti si allontanano dai negozi cinesi, oppure tutto sta procedendo senza scossoni? Nel negozio bazar “Tutto a 1 euro”, Via San Romano, ci risponde Luò: «Non sto registrando cali della clientela». Poche decine di metri e ci s’imbatte in un altro bazar. Lo gestisce il titolare Chen. Le sue parole assomigliano a quelle del collega: «Vedo un calo – dice Chen – ma probabilmente dipende anche dal fatto che in questi ultimi giorni trascorsi di gennaio le famiglie hanno meno soldi da spendere».
Nel terzo bazar lungo la stessa via ci accoglie la commessa Licai Qiu la quale cerca di farci capire che il negozio a «gennaio vende sempre un po’meno. Le famiglie – dice Licai – vengono dalle feste di Natale e hanno meno soldi da spendere».
In Piazza Travaglio ritroviamo un commerciante cinese “storico”, Zhen. Chiuso nel piccolo laboratorio, effettua riparazioni di ogni tipo. «Non posso lamentarmi – ci dice – il lavoro non manca». —
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