La Nuova Ferrara

Ferrara

Stop ai viaggi verso la Cina Le aziende: problema colossale

Alessandra Mura
Stop ai viaggi verso la Cina Le aziende: problema colossale

Maiarelli (Icos): ripercussioni gravissime. Ma una giovane impresa batte il virus sul tempo

2 MINUTI DI LETTURA





La paura è nemica dell’economia, e l’allarme in atto per il coronavirus non fa eccezione. Tra la piccola Ferrara e la sconfinata Cina in questi anni si sono sviluppati rapporti e scambi commerciali che dall’inizio dell’emergenza hanno conosciuto una brusca frenata, con danni incalcolabili.

Problema colossale

«Questa situazione sta creando gravissime ripercussioni - conferma Riccardo Maiarelli, già presidente di Unindustria Ferrara e titolare di Icos, un’azienda di servizi informatici che proprio dagli scambi con la Cina trae linfa, per tecnologie e materie prime, per la propria attività. «Già i dazi di Trump ci avevano creato difficoltà, ora amplificate dal coronavirus, un problema colossale aggravato dal fatto che non ne conosciamo il perimetro né la durata - sottolinea Maiarelli - E nel frattempo abbiamo dovuto interrompere i viaggi, e prendere in considerazione la scelta di guardare altrove, per poter andare avanti».

Giovane azienda

Legata a doppio filo con la Cina è anche la giovane azienda “Puzzle Art”, nata un anno fa e condotta da Cinzia Cariani facendo tesoro dell’esperienza maturata con “ArteFatta”. Il suo nuovo brand “Duplicy Fashion”, braccio creativo per la comunicazione di grosse imprese, è stato scelto da un investitore cinese per la realizzazione e commercializzazione dei prodotti in Cina. Dalle magliette stampate ai gadget, dai biglietti da visita alle fiere, l’azienda ferrarese sta preparando il debutto del suo brand in oriente, ma questi primi, importantissimi passi non rischiano di essere spezzati dall’effetto coronavirus. Anche grazie alla tecnologia. «In questo momento stiamo ancora cercando gli stabilimenti per la realizzazione dei prodotti, una fase condotta online e quindi non compromessa dalle attuali limitazioni da e verso la Cina - spiega Cinzia - La produzione non è ancora partita, contiamo di avviarla entro fine anno, con la speranza che tra qualche mese l’emergenza sia già rientrata. Quanto al nostro investitore cinese (di cui per ora non posso fare il nome), risiede negli Stati Uniti e quindi anche da questo punto di vista non ci sono state conseguenze negative per l’attività».

Il lancio

La “Puzzle Art” da contratto riceverà una percentuale sugli introiti della vendita dei prodotti, coronando così il traguardo di un percorso avviato il 20 settembre 2018 all’agriturismo La Sapienza, con il lancio del brand Duplicy Fashion. «Il brand è nato da una scommessa su me stessa insieme alla fashion blogger Chiara Tosatti. Tutto è partito dalla nostra catena di abbigliamento per giovani, creata su misura del gusto dei nostri followers su Instagram. Il giorno del lancio del brand c’erano 35 fashion bloggers da tutta Italia e l’evento ha avuto 2 milioni di visualizzazioni». Una viralità che ha richiamato l’attenzione e l’interesse dell’investitore cinese: il resto è storia. Che il coronavirus, confida Cinzia, non riuscirà a fermare. —

Alessandra Mura

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google