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l’inchiesta  

Lavori allo stadio Paolo Mazza Ora anche perizia informatica

Lavori allo stadio Paolo Mazza Ora anche perizia informatica

L’indagine si allunga: dopo  il deposito degli esami tecnici, la procura chiede chiarimenti al proprio consulente e farà  nuovi accertamenti

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Servono chiarimenti, una sorta di supplemento alla consulenza depositata dai tecnici della procura Carlo Pellegrino e Mario Organte sui lavori di ampliamento dello stadio Paolo Mazza, che concluse questa estate col dissequestro dello stadio ma indicando che «sicurezza stadio era garantita a breve ma non nel lungo termine». E che poi nella relazione finale confermò, per i due tecnici «tutte le non conformità» rilevate durante le prove di luglio e agosto, e indicò che i lavori eseguiti per correggere quelle conformità non erano « “interventi di manutenzione” ma debbono essere interventi per eliminare difetti di costruzione».

La procura vuole che i propri tecnici chiariscano tutto questo, per poi proseguire l’inchiesta sui lavori allo stadio e tradurre dal punto di vista giudiziario se si possa trattare di rilievi di tipo civilistico, amministrativo o se di natura penale, visto che i reati finora contestati sono frode in fornitura e falsi. I tecnici Pellegrino e Organte, nella relazione invitano Spal, Comune, tecnici e ditte coinvolte «a predisporre al più presto un progetto esecutivo di piena e completa “messa a norma” delle strutture dello stadio Paolo Mazza», precisando che «gli interventi strutturali sono necessari a risolvere le criticità e a rimuovere le non conformità riscontrate e non sanate». E una volta finito, sarà necessario un nuovo collaudo. Ma non finisce qui: l’inchiesta si allarga anche perché la procura dovrà valutare il materiale informatico sequestrato agli indagati (14 tra ditte e tecnici) e per farlo dovrà ordinare una perizia per capire il tipo di accordi intercorsi tra le ditte, i tecnici e Comune e Spal. –

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