Evadono 1,6 milioni di tasse e non pagano i contributi: imprenditori ferraresi denunciati
La Guardia di finanza scopre l'ingegnoso meccanismo: in tre nei guai. Sono 34 i lavoratori irregolari, 7 completamente in nero
FERRARA. Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Ferrara ha concluso una complessa attività investigativa, dalla quale è emerso che una famiglia d’imprenditori ferraresi (di cui le Fiamme gialle non hanno rivelato l'identità), attiva da anni nel settore dei servizi, aveva ideato un ingegnoso sistema per evitare di pagare i contributi previdenziali e assistenziali agli oltre 30 dipendenti delle proprie aziende e per evadere le imposte per 1,6 milioni di euro.
Nel dettaglio, per non versare i contributi a carico dei dipendenti, gli imprenditori avevano creato diverse società ad hoc, nelle quali gli operai, dopo essersi licenziati dalle vecchie aziende, venivano immediatamente ricollocati, non come “soci lavoratori”, ruolo di fatto rivestito, ma come semplici “soci”, senza dichiarare lo svolgimento di alcuna attività lavorativa in azienda. In tal modo i nuovi soci non venivano iscritti nelle apposite “gestioni” istituite presso l’Inps per non versare i relativi contributi a carico dei “soci lavoratori”. La creazione delle nuove società era stata studiata per superare la crisi delle vecchie aziende, che, per sfuggire al pagamento dei debiti contratti per i mancati versamenti delle imposte e dei contributi, venivano spogliate di ogni bene.
Solo grazie al tempestivo intervento dei finanzieri, è stato possibile evitare che il sistema illecito adottato producesse ulteriori effetti negativi, con la regolarizzazione, da parte delle aziende coinvolte nel sistema illecito adottato, dei rapporti di subordinazione instaurati con i rispettivi “soci lavoratori”.
Le indagini eseguite dalla Compagnia di Ferrara hanno consentito d’individuare anche un ulteriore ingegnoso meccanismo fraudolento adottato dal medesimo gruppo. In sostanza, attraverso un illecito utilizzo dell’istituto del “distacco temporaneo di manodopera”, alcuni dipendenti di un’azienda operante nel medesimo settore, e già in stato pre-fallimentare, venivano “prestati”, in assenza di un effettivo interesse produttivo proprio da parte dell’azienda distaccante (mancava una specifica valutazione interessata dell’operazione posta in essere) e del requisito della temporaneità (il distacco è ammesso solo per brevi periodi), ad altra azienda dello stesso gruppo, così da consentire a quest’ultima di ottenere dalla “formale somministrazione di manodopera”, un doppio vantaggio: il risparmio dell’onere della contribuzione e la deducibilità totale del costo fatturato per le prestazioni ricevute.
L’attività si è conclusa con la scoperta di 3 aziende (due già esistenti più una nuova) “evasori totali”, 34 lavoratori irregolari, di cui 7 completamente in nero, accertando un mancato versamento all’erario di oltre 1,6 milioni di euro.
Le tre persone responsabili della frode sono state denunciate alla competente autorità giudiziaria per violazione delle norme che disciplinano il lavoro e per reati fiscali.
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