«I Lidi possono recuperare ma servono eventi e strade»
Gli addetti del settore commentano il calo del 14% di presenze sui Lidi nel 2019 Cresce la città: punto di riferimento per arte e cultura, puntare sulla promozione
Gli addetti ai lavori commentano i dati pubblicati ieri dalla “Nuova” sull’andamento dei flussi turistici in provincia di Ferrara nel 2019. E nonostante i numeri provenienti dai Lidi (-14,4%) il settore sembra guardare con ottimismo il futuro.
«Le dinamiche del turismo dei Lidi e della città, che segna un +7,3% - spiega Nicola Scolamacchia, presidente di Confesercenti Ferrara - sono completamente diverse e vanno trattate separatamente. La raggiungibilità della costa è assolutamente difficoltosa: sia che ci si arrivi dall’autostrada, percorrendo poi la superstrada, sia che si arrivi per la Romea, tutto scoraggia i turisti a venire da noi. Anche la programmazione degli eventi, se togliamo il grande concerto di Jovanotti, è risultata carente e le strutture ricettive cominciano a segnare il passo sia in termini di adeguatezza che di servizi. Non possiamo dire che è stata tutta colpa del maltempo di maggio».
Sos infrastrutture
Secondo Scolamacchia infine, «non potremo mai giocarci le migliori carte turistiche se prospettiamo a chi vuole raggiungere le nostre spiagge uno stancante pellegrinaggio, soprattutto se i nostri concorrenti da anni investono in infrastrutture e comunicazioni per agevolare il turista sotto ogni forma di confort».
Dal dato su Ferrara si evince che gli stranieri che stanno crescendo sono soprattutto quelli provenienti dai paesi emergenti, anche se non riescono a compensare la diminuzione di quelli storici: tedeschi, olandesi, austriaci. «A fianco della stabilizzazione dei cinesi che restano i secondi per flusso di turismo in arrivo (per ora), non sono però i remunerativi mercati tradizionali a crescere, quanto piuttosto Paesi emergenti quali Polonia, Romania, per restare in Europa, e India e altri paesi asiatici. A un aumento delle presenze però - sottolinea Scolamacchia - non corrisponde sempre un aumento del fatturato; dobbiamo tenere presente che questi mercati sono, almeno per il momento, meno redditizi, per cui non sempre a fronte di un aumento dei numeri corrisponde un lineare aumento di fatturati e redditività per le imprese che operano nel tessuto cittadino. Anche le presenze italiane sono in aumento ma molto spesso usufruiscono di condizioni economiche più basse della media: gite scolastiche, visite turistiche in convenzione, eventi sportivi».
Spiega ancora il presidente di Confesercenti che «si parte da un dato positivo, innegabile, e l’ottimismo è confermato anche dal fatto che tutta la programmazione culturale, le manifestazioni nazionali e quelle di maggior richiamo che hanno influenze sul settore alberghiero sono state tutte confermate e aumentate con l’inserimento di nuove iniziative messe in cantiere dalla attuale amministrazione comunale».
Sulla stessa linea di ottimismo anche Zeno Govoni, rappresentante del settore alberghiero che fa riferimento ad Ascom, che vede nel +7, 3% di presenze il segnale che «la città continua a essere un punto di eccellenza nel panorama delle città d’arte e di cultura e sulla quale bisogna continuare a investire con nuove iniziative e migliorare la fruibilità di quelle esistenti con la promozione che passa obbligatoriamente attraverso le piattaforme web e i social». —
Lauro Casoni
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