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La critica al ponte di Borgo Scala «È stato dimenticato Malaguti»

La critica al ponte di Borgo Scala «È stato dimenticato Malaguti»

Bondeno, Menghini parla della struttura inaugurata lo scorso 4 gennaio «Felice per don Vincenzi, ma non è stato menzionato il primario» 

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LA STORIA

Si dice compiaciuto del cerimoniale di intitolazione del nuovo ponte di Borgo Scala alla memoria di monsignor Marcello Vincenzi, ma al tempo stesso «dispiaciuto ed amareggiato che, nell’occasione istituzionalmente più indicata, sia passata sotto silenzio la figura del dottor Rolando Malaguti», cui è intitolata la strada di collegamento della zona Ovest. Il medico Franco Menghini, per tanti anni punto di riferimento dell’ospedale “Borselli”, sottolinea il proprio personale dispiacere, per il fatto che nella giornata del 4 gennaio l’inaugurazione del nuovo ponte non sia stata accompagnata ad un tributo anche al dottor Malaguti. Un uomo, per capirsi, che era solito alzarsi alle 5.30 del mattino per approfondire i temi della medicina e della cardiologia su testi inglesi e che volle fare del “Borselli” una struttura d’eccellenza.

«Sono compiaciuto della manifestazione di inaugurazione del ponte di Borgo Scala e dell’omaggio tributato al nostro amatissimo don Marcello Vincenzi – prosegue Menghini – . Il ponte collega la strada Virgiliana e la viabilità proveniente da nord, con via XX Settembre, attraverso una nuova arteria percorribile in direzione sud, intitolata al dottor Rolando Malaguti. Sono dispiaciuto, però, che nell’occasione istituzionalmente più indicata sia passata sotto completo silenzio la figura di Malaguti. Probabilmente, dopo quasi 30 anni dalla cessazione della sua attività e più di 15 dalla sua scomparsa, la sua immagine è molto sbiadita per le nuove generazioni e, forse, avrei dovuto perorare meglio la sua causa. Peraltro, credo che l’accoppiata don Vincenzi-dottor Malaguti fosse e sia ancora bene assortita per il grande contributo che entrambi hanno dato alla comunità».

il primario

Infatti, è evidente che la figura del sacerdote, come ricordato durante la cerimonia, «abbia idealmente unito, proprio come un ponte, la comunità di Bondeno, favorendone in tal modo la coesione». Prerogative che, a parere di Menghini, «farebbero oggi invidia a molte strutture, anche universitarie». Malaguti era una persona così: chi lo ha conosciuto lo descrive come certamente non avida di riconoscimenti pubblici e onorificenze. «Sarà certamente onorato se, nel ricordo della sua figura e della sua attività, ci sforzeremo di adottare il suo stile di vita improntato alla determinazione e all’essere adeguati al ruolo che si ricopre, per il beneficio della comunità», sottolinea Menghini.

L’amministrazione ha fatto passare un ordine del giorno nella riunione di giunta del 30 gennaio, per un ricordo del dottor Malaguti. Primo passo per riparare all’equivoco. —

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