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La Ztl non piace ai negozianti «Ci penalizza, così non va»

Katia Romagnoli
La Ztl non piace ai negozianti «Ci penalizza, così non va»

Dopo la chiusura di altri due negozi in centro, i commercianti chiedono aiuto «I clienti non riescono ad arrivare a piedi. Almeno si rivedano gli orari»

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COMACCHIO. Dopo la chiusura, in successione, di un bazar in via Sambertolo e un negozio di scarpe (Gari shop) in piazza XX Settembre, crescono le preoccupazioni dei commercianti del centro storico lagunare, dove le saracinesche abbassate costituiscono un simbolo della sofferenza che, da alcuni anni a questa parte, attraversa l’economia di vicinato. A detta dei titolari delle attività commerciali che resistono alla crisi, il colpo di grazia sarebbe da attribuire alla rigidità della nuova Zona a traffico limitato, entrata in vigore il primo aprile 2016.

le lamentele

«Andrebbe tolta completamente la Ztl. Ci sono disagi sia per i commercianti, che per i clienti – afferma Giulietta Beltrami, titolare dell’omonimo negozio di elettrodomestici di via Edgardo Fogli –; chi vuole acquistare o riparare un televisore, ad esempio, rischia una multa ad entrare in piazza e perché dovrebbe avere fasce orarie da rispettare per accedere?»

«Spesso ci telefonano clienti anziani, che hanno difficoltà a camminare e con i nostri mezzi andiamo a prenderli al parcheggio della Coop o a quello di fianco alla caserma dei carabinieri – prosegue la commerciante – e dopo la commissione in negozio, li riportiamo al parcheggio. Ad altri clienti paghiamo il permesso giornaliero da 5 euro, che rilascia il Comando di polizia locale».

È opinione diffusa tra i commercianti interpellati che il depauperamento del centro storico di Comacchio sia da attribuire a diversi fattori, tra i quali gioca un ruolo di primo piano la mancanza di flessibilità della Ztl, a cui si somma l’accesso indiscriminato di veicoli con permessi per invalidi a bordo, ma senza trasportare il disabile titolare dello stesso.

disabili penalizzati

«Qui ci sono macchine a tutte le ore – esclama Filippo Cavalieri, titolare del Bar 2000, nella centralissima in piazza Folegatti –; o entrano tutti o non entra nessuno, nemmeno i residenti. Chi ha il permesso per il trasporto di disabili riempie la piazza e, per paradosso, il vero invalido non riesce neppure a trovare posteggio per mezz’ora per andare in farmacia o in banca. Occorrono più parcheggi, ad esempio dietro al San Camillo, o costruirne uno sotterraneo». E va avanti, «Il mio collega Riccardo qui di fianco vende frutta e verdura, ma quando va all’ingrosso a Cesena, in inverno, con la nebbia – prosegue Cavalieri –, spesso non riesce ad essere a Comacchio nell’orario autorizzato per carico e scarico, dalle 6 alle 10. Come può fare a rifornire la sua attività?».

chi va a fare la spesa

Il problema è avvertito anche dalle classiche rivendite di prodotti alimentari, dato che i clienti non si procurano spese consistenti, senza poterle trasportare in auto. Alessandro Piccoli, titolare della ferramenta che porta il nome del padre Novello, recentemente scomparso, invoca «una Ztl dinamica, con orari per chi intende effettuare acquisti, ma, senza nulla togliere al turista, si sono creati clienti di serie A e clienti di serie B. Il turista può accedere per scarico bagagli, in forza di una comunicazione del gestore dell’attività, che può avvenire anche dopo l’operazione compiuta. Ma questo non vale per i clienti delle attività commerciali». —

Katia Romagnoli

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