La vittima di Igor ai giudici «Ho creduto di morire»
Colpo di scena: l’accusa chiede un confronto vocale, “prova” mai realizzata prima in aula Colombani: «sono in grado di riconoscerne la voce»
«Lei potrebbe riconoscere la voce di chi la aggredì quella notte?» chiede il presidente del tribunale Vartan Giacomelli ad Alessandro Colombani, unico sopravvissuto alle violenze di Igor il russo. Colombani non esita e risponde: «Credo di sì, quella voce non la posso scordare». Entra nel vivo il processo per le rapine commesse nell’estate 2015 dalla banda di Igor il russo, all’anagrafe Norbert Feher, alias Igor Vaclavic. Entra nel vivo con la testimonianza, ieri in aula, di Colombani stesso, aggredito il 26 luglio davanti casa sua, bastonato, legato, imbavagliato e derubato: «Credevo di dover morire quella notte». Colombani non riconobbe nessuno «era buio, vedevo solo delle figure, pensavo a proteggermi con le mani e le braccia alla testa e vedevo solo scarpe e gambe». Ma ricorda una voce, «parlava italiano con accento dell’Est». Ai giornalisti alla precedente udienza, Colombani ha riferito che sulla voce di Igor, in collegamento dalla Spagna, nell’aula del tribunale, non ha avuto dubbi: «L’ho riconosciuta, era la stessa della persona che mi ha massacrato quella notte». Ma dirlo ai giornalisti è un conto, ai giudici è diverso. O meglio occorre dimostrare che quella voce era di Igor. Per farlo, lo stesso pm Andrea Maggioni ha chiesto un confronto delle voci, insomma come avviene per i confronti all’americana tra persone, la verità sulla partecipazione di Igor o meno alla sua rapina potrebbe arrivare da questo confronto vocale. Mai accaduto, nei processi , almeno a Ferrara, almeno agli addetti ai lavori di questo processo. Ma per arrivare al “confronto vocale”, scandisce il giudice Giacomelli del tribunale, occorre prima il confronto tra Igor stesso e i suoi complici, Ivan Pajdek e Patrick Ruszo, che lo accusano di aver fatto parte degli assalti del terrore di quell’estate. Alla prossima udienza (13 marzo), Igor verrà interrogato e i due complici saranno messi a confronto con lui. Sempre che funzioni il collegamento audio video dalla Spagna all’Italia, visto che ieri mattina il collegamento è saltato e solo grazie al consenso dato da Igor a svolgere gli atti, si è potuto svolgere l’udienza. —
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