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San Nicolò, capretti sepolti nel letame: il giallo scoppia con il fuoco

Annarita Bova
San Nicolò, capretti sepolti nel letame: il giallo scoppia con il fuoco

Il fumo denso da una montagna di escrementi e paglia richiama i vigili del fuoco. Sotto l’alto cumulo i corpi degli animali. Il gregge nel capannone dell’azienda  

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SAN NICOLO'. Il fumo denso, l’arrivo dei vigli del fuoco e quindi la macabra scoperta: corpi senza vita di capretti di pochi mesi nascosti sotto una montagna di letame e paglia. Che intanto stava andando a fuoco.

Scenario surreale ieri mattina in un’azienda agricola di San Nicolò dove sono intervenuti carabinieri, pompieri, veterinari dell’Ausl e tecnici del Consorzio di Bonifica di Pianura. I titolari dell’azienda, che non sono proprietari del terreno e del capannone, dovranno adesso dare spiegazioni mentre i veterinari stanno portando avanti una serie di analisi per capire le cause della morte.

La scoperta. Ieri mattina all’alba i residenti nella zona di via Bova sono stati svegliati da un fortissimo odore di bruciato, tanto che ai vigili del fuoco sono arrivate diverse chiamate. Il fumo era ben evidente in campagna, dietro il capannone dell’azienda.

Attorno alle 7 la prima squadra è giunta sul posto ed ha visto che a bruciare era una grossa montagna di paglia e letame. Vicino i segni evidenti di un altro fuoco spento da qualche tempo. Molto probabilmente qualche scintilla è finita sulla montagnola, il fuoco ha iniziato ad alimentarsi in maniera debole e impercettibile finché il vento forte di martedì e ieri ha fatto partire l’incendio.

Appena arrivati i vigili sono intervenuti con il getto d’acqua e sul cumulo di letame sono comparsi i primi corpi dei caprettini. I vigili, increduli, si sono dunque fermati ed hanno subito chiamato i carabinieri i quali intanto hanno chiamato il proprietario del capannone e gli affittuari, titolari appunto dell’azienda.

Nel capannone. Solo nella parte superiore della montagnola sono stati recuperati una decina di corpi. Alcuni capretti erano morti da poco mentre altri in uno stadio di decomposizione più avanzato.

All’arrivo dei titolari la situazione ha cominciato ad essere più chiara, almeno in parte. All’interno del capannone sono ospitate centinaia di capre per la produzione di latte. Latte che veniva venduto per la produzione di formaggio ad altre aziende. I capretti trovati morti, in teoria, dovrebbero far parte del gregge e se così fosse l’Ausl dovrebbe saperlo.

Il giallo. Fino a ieri mattina nessuno ha saputo dare spiegazioni sul come e perché gli animali si trovassero sepolti sotto al letame.

L’azienda ha aperto l’attività nel 2016, ma lo scorso mese di ottobre i titolari, nonostante gli enormi sforzi, sono stati costretti a chiudere. Gli animali sono stati messi in vendita ma ancora non è stato trovato un acquirente. Gli animali non sono stati abbandonati, tanto che un addetto continua ad occuparsene. Resta da capire se le bestiole fanno parte dell’allevamento, se sono morte all’interno del capannone a causa di qualche virus oppure se sono state uccise e nascoste. Intanto le indagini si muovono su più fronti e i controlli vengono fatti anche nei canali vicini per scongiurare la presenza di corpi o carcasse nell’acqua. —


 

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