La Nuova Ferrara

Ferrara

entromura e gad agevolati 

Fisco selettivo sui negozi La giunta: non sarà una misura punitiva

Marcello Pulidori

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Una mano tesa ai commercianti, in modo particolare a quelli più colpiti dalla crisi economica partita nel 2008 e diffusasi praticamente in tutto il mondo. È quanto si prefiggono di creare le modifiche al regolamento comunale per l’applicazione dell’Imposta sulla pubblicità ed i diritti sulle pubbliche affissioni, approvate con la delibera del consiglio comunale di Ferrara il 4 febbraio scorso, e già in vigore dall’inizio dell’anno. La volontà della giunta comunale, espressa ieri attraverso le parole degli assessori Matteo Fornasini ed Angela Travagli, è quella di ridisegnare l’impianto delle attività commerciali attraverso il riequilibrio tra chi negli ultimi anni ha pagato di più per l’imposta su pubblicità e affissioni, e la grande distribuzione che ha invece usufruito di vantaggi. Scopo della giunta Fabbri è, difatti, quello di abbassare le imposte per le attività dell’area entro le Mura e di una parte del quartiere Gad, che passeranno dalla categoria speciale a quella normale, pagando quindi meno; mentre saranno inserite nella categoria speciale (che prevede una maggiorazione rispetto a quella normale) le aree della città in cui sono insediati i centri commerciali e la grande distribuzione.

Queste novità avranno, tuttavia, un costo per il Comune che, a conti fatti, comporterà per l’ente locale minori entrate finanziarie per poco oltre 40mila euro l’anno. Il provvedimento era stato illustrato lo scorso 20 gennaio dagli stessi assessori Fornasini e Travagli alle associazioni di categoria che avevano dal canto loro espresso apprezzamento per le novità previste. La delibera era poi stata sottoposta all’esame della commissione consiliare competente, prima di approdare in consiglio comunale per l’approvazione. «Abbiamo trasformato – ha detto l’assessore al commercio Fornasini – in categoria normale l’area dell’entro Mura, aggiungendo alcune vie del quartiere Gad dove più presente è la situazione di degrado». «Questa – ha concluso ieri la collega alle attività produttive Angela Travagli – non vuole essere una misura punitiva per alcune tipologie di attività a favore di altre, ma è invece il frutto di un’analisi attenta della situazione economica delle diverse aree comunali». —



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