Resistenza e solidarietà Va in scena l’eroismo delle donne di Bondeno
Rappresentazione teatrale sull’assalto al municipio del 1945 Anche il don tra gli interpreti. L’incasso andrà alla parrocchia
BONDENO. L’assalto delle donne di Bondeno al municipio, il 18 febbraio 1945, diventa uno spettacolo teatrale.
Dopo avere attraversato la storia, fra riletture e polemiche recenti, quell’atto eroico che a Bondeno è valso la medaglia di bronzo al valore, torna sulla scena. Molti anni fa l’assalto al municipio era stato oggetto di un film ( “I figli non sono della guerra”) diventato di culto, mentre ora diviene una rappresentazione teatrale sui tratti salienti della resistenza locale, a cura di Bracciano Lodi.
SPETTACOLO E STORIA
Lodi sarà regista di uno spettacolo che si avvale della consulenza di Delfina Tromboni ed Edmo Mori, e avrà un titolo molto semplice: “18 febbraio 1945: le donne di Bondeno assaltano il municipio”.
Lo spettacolo andrà in scena domenica 16 febbraio (ore 15, 30, sala 2000) e sarà ad offerta libera, con incasso devoluto a fini sociali proprio alla Parrocchia “Natività di Maria”.
L’ULTIMA REDUCE
Ci sarà una star d’eccezione di questa rappresentazione artistica: Lidia Bellodi, ultima reduce di quella spedizione di donne che diedero l’assalto al municipio, allo scopo di distruggere i registri di leva ed evitare la persecuzione dei loro figli, fratelli e mariti, che si rifiutavano di rispondere alla chiamata alle armi da parte della Rsi.
Il ruolo di Lidia sarà interpretato da Elena Coni, che sarà circondata da una serie di figure realmente esistite e che costituivano il background sociale di quei momenti: come Antonietta Bignardi, altra assaltatrice del municipio, scomparsa nel 2012, che verrà interpretata da Beatrice Zorzi; Silvana Lodi (nome di battaglia “Carla”, che avrà il volto di Irene Canevazzi), Iginia Rizzi (Maria Chiara Poggioli), il partigiano Adriano Merighi (impersonato da Tommaso Corradi).
LA RICOSTRUZIONE
«Assieme a Delfina Tromboni ed Edmo Mori abbiamo ricostruito gli ultimi sei mesi di guerra a Bondeno – rivela Bracciano Lodi –. Nella storia che manderemo in scena c’è molto della vita di Lidia, che ci ha portato la sua testimonianza, ma abbiamo arricchito il tutto con storie di altre staffette partigiane. Recuperando scritti del podestà dell’epoca, Golinelli, e dell’allora capo della Provincia Altini che, nominato da Mussolini, aveva in pratica le funzioni del prefetto. Si sarebbe potuto realizzare un libretto su quel semestre ma abbiamo preferito mettere in scena la storia, con un gruppo di persone che raggruppa tutto l’arco costituzionale e tante belle presenze. In questo modo, lo spettatore avrà la possibilità, in circa due ore di spettacolo, di recepirne i contenuti con un impatto decisamente diverso da quello del libro».
I PROTAGONISTI
Non mancheranno le persone più vicine a Lidia Bellodi, sul palco si avvicenderanno Rino Campini, marito di Lidia, che verrà interpretato da Gian Marco Mistroni; Aldo Campini, fratello di Rino, impersonato da Ugo Melloni. Poi la “signora Renata”, che avrà il viso di Sandra Faraguti, e don Andrea Pesci avrà il ruolo del podestà Golinelli, con Giancarlo Saccomandi che impersonerà Altini.
Non di secondaria importanza i ruoli tecnici di Alfredo Zoboli (con la sua fisarmonica), Simone Saletti, Vanni Calzavarini, Andrea Tugnoli, Maurizio Guerzoni e della voce narrante: Michele Zambelli. —
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