Unione, due ipotesi per i vigili Presidi locali o più controlli
L’ultimo incontro ha messo in evidenza le diverse prospettive per la Polizia locale Riva del Po e Tresignana chiedono servizi sul territorio, ma serve più personale
COPPARO. La scorsa settimana sono stati presentati gli stati generali dell’Unione Terre e Fiumi. Nell’occasione, diversi funzionari hanno presentato lo stato dell’arte dei servizi forniti ai cittadini dei tre comuni membri.
Uno dei discorsi di maggior interesse nell’ambito di questi servizi è quello relativo alla Polizia locale, presentato dal nuovo comandante, l’ispettore superiore Gianni Gardellini. Serravallese, funzionario esperto e stimato, era stato comandante della Polizia locale di Ro anche durante l’emergenza della piena del Po e vicecomandante dell’Unione fino al subentro a Carlo Ciarlini a inizio 2020. Nel suo curriculum, ha la compilazione dei regolamenti di Ro e dell’Unione.
pro e contro
Nel suo intervento, Gardellini ha ricordato come il corpo di Polizia locale abbia una storia più complicata di altri servizi in unione. Nasce come associazione di comuni e viene conferito all’unione solo in seguito all’entrata di Berra (che inizialmente non aveva aderito), e del notevole lavoro di semplificazione, informatizzazione e trasferimento ad altri uffici di compiti non completamente collegabili alla Polizia locale, partendo dall’acquisizione di una formazione specialistica squisitamente di polizia, eliminando competenze e mansioni di carattere amministrativo, con approcci nuovi alle ritrovate competenze esclusive. Va poi fatto notare come, ad esempio, mentre la Polizia locale a Copparo ai tempi dei sindaci Tumiati e Bertuzzi fosse rigorosamente disarmata, negli ultimi anni, soprattutto per i servizi su strada e in orari difficili, è normalmente armata (dovrebbero essere condotti da agenti disarmati solo alcuni servizi, come il controllo dell’uscita dalle scuole e ovviamente i lavori di ufficio, ma va detto che i comuni intorno a Copparo operavano armati).
i numeri
Altro problema attuale è quello della composizione del corpo. Se le norme parlano di un agente ogni mille cittadini, il corpo dovrebbe contare circa 30 agenti, mentre (per questioni legate a pensionamenti e ad altri tipi di turn over non sempre rispettato per ragioni varie) ne conta 22, che operano su due turni e tutti effettivi, anche se a breve c’è in programma di assumerne altri due. A questo punto, il corpo di polizia ha strumentazioni attuali e buone capacità operative, ma va tenuto conto del fatto che, nonostante la capacità operativa e lo spirito di sacrificio degli agenti, con un minor numero di operatori ci possano essere riflessi sull’entità dei servizi sul territorio. Ma deve interrogarsi sul futuro: da una parte si vorrebbe una Polizia locale più legata al territorio, con presidi locali nei Comuni di Riva del Po e Tresignana, ma c’è anche la forte spinta a proporre una vera e propria Polizia locale, con controllo del territorio legato a pattuglie e attenzione più generale e generica. —
Alessandro Bassi
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