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Il bilancio preventivo 

Bonifica di Ferrara «Contributi fermi e più investimenti»

Bonifica di Ferrara «Contributi fermi e più investimenti»

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l bilancio di previsione 2020 del Consorzio di bonifica non prevede aumenti di entrate provenienti dai contributi dei consorziati, «nonostante l’aumento dei costi e un consistente e articolato programma degli investimenti». La garanzia è stata fornita dal direttore Mauro Monti nel corso di un vertice in Castello con gli enti locali. Questo risultato, ha aggiunto Monti, è «risultato possibile grazie ai benefici derivati dalle attività del Consorzio e l’utilizzo virtuoso delle risorse accantonate negli esercizi finanziari precedenti». La natura di ente pubblico con caratteristiche privatistiche consente, ha sottolineato il presidente Franco Dalle Vacche, «di essere più flessibili e rapidi dal punto di vista operativo, potendo intervenire molto spesso in economia diretta. È importante che i Comuni siano sempre più consapevoli di questa qualità che integra il loro operato e favorisce la manutenzione del territorio dal punto di vista idrogeologico».

investimenti

La mole degli investimenti presente nel programma pluriennale raccoglie circa 40 interventi per un ammontare di 27 milioni di euro. Molti sono in fase di esecuzione ed altri verranno iniziati nel corso dell’anno: ci si è soffermati in particolare sul rifacimento e potenziamento del sistema irriguo del canale Ciarle a Poggio Renatico e la conferma del finanziamento di 9 milioni dal ministero dell’Agricoltura.

impegni

All’incontro erano presenti 13 rappresentanti delle amministrazioni comunali ferraresi e la presidente della Provincia, Barbara Paron, che ha evidenziato «qualità e quantità degli investimenti, ai quali si aggiunge la buona notizia dello sblocco dei fondi per realizzare l’Idrovia. Tutti strumenti utili e fondamentali per la sicurezza idrogeologica e per mettere a sistema una visione complessiva del territorio che tiene assieme cambiamento climatico, utilizzo delle vie d’acqua, mobilità, sicurezza e promozione turistica». Tra i problemi evidenziati c’è il progressivo interramento dei canali di scolo a causa della deposizione di materiali e sedimenti trasportati dall’acqua. «Bisogna cambiare le norme per ridurre i costi che, con le regole attuali - ha sottolineato Monti - il consorzio dovrebbe sostenere per trasporto e smaltimento». —

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