Idrovia, nuovi fondi Confesercenti preme «Ora finite l’opera»
All’indomani dello sblocco dell’avanzo di bilancio della Regione, che liberebbe risorse per l’idrovia ferrarese, cominciano ad arrivare le prime considerazioni, tutte positive e improntate all’ottimismo, sulla ripresa dei progetti relativi alla grande opera attesa ormai da un decennio.
La legge di bilancio dello Stato, approvata in Parlamento lo scorso dicembre, ha sbloccato l’avanzo di bilancio della Regione Emilia-Romagna, di cui 62 milioni corrispondono alle risorse per l’idrovia.
Con lo sblocco dei 62 milioni per la realizzazione dell’asta fluviale (che va dalla conca di Pontelagoscuro fino a Porto Garibaldi) potranno partire una serie d’incontri per affrontare i vari aspetti tecnici, tra cui la valorizzazione turistica del territorio.
«Non ci sono più scuse», mette in guardia Nicola Scolamacchia, presidente della Confesercenti che da anni mantiene un faro acceso sul progetto permettendo di mettere in luce le opportunità della idrovia ferrarese ma anche sottolineandone ritardi e criticità. «Ora è tempo –, riprende il presidente Scolamacchia – di stendere un piano operativo serio, con un programma condiviso da tutte le forze in campo, politiche, sociali, economiche e darci delle tempistiche certe. Il tavolo tecnico, che avevamo auspicato già dall’anno scorso quando decidemmo di presentare alle forze politiche lo stato di abbandono dell’asta del Po, deve farsi carico di individuare finalmente degli obiettivi precisi: infrastrutture e – aggiunge Scolamacchia – la manutenzione dell’esistente. Sarà anche indispensabile coinvolgere le imprese del settore. L’idrovia è certamente un progetto di valenza commerciale ma anche turistico. Con l’approvazione del Piano Periferie – conclude il presidente di Confesercenti – la provincia ha veramente la possibilità di svoltare e cambiare passo in termini di ammodernamento strutturale».
Il passo successivo per Scolamacchia, già da lunedì prossimo, sarà sollecitare sindaci e rappresentati politici provinciali e regionali in modo da definire un’agenda operativa. —
Lauro Casoni
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