Il ricorso è tardivo “Perse” le accuse contro l’ex funzionario
Essersi collegato abusivamente alla rete informatica era solo uno dei guai giudiziari di Leopoldo Lunadei, l’ex funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Ferrara già condannato in primo grado e in Appello per la vicenda nota come “mazzette sotto il Duomo”. Ma a differenza delle altre questa accusa si è persa nel nulla, risucchiata tra rimpalli e ritardi giudiziari, come “racconta” la sentenza della V Sezione della Cassazione pubblicata pochi giorni fa.
Lunadei era stato citato a giudizio dalla procura di Ferrara per il reato di “accesso abusivo al sistema informatico o telematico”, ma all’udienza del 17 ottobre del 2018 il giudice aveva annullato la citazione perché riteneva che il capo di imputazione andasse riformulato perché troppo generico. Il giudice del dibattimento aveva dunque disposto con un’ordinanza il rinvio degli atti al gip che, a sua volta, aveva restituito gli atti al pm per riformulare il capo d’accusa. A questa decisione la procura si era opposta, presentando ricorso il 12 febbraio successivo. Troppo tardi, però, rispetto ai 15 giorni stabiliti per poter impugnare l’ordinanza, ha stabilito ora la Cassazione respingendo il ricorso, perché il conteggio dei 15 giorni partiva dall’udienza del 17 ottobre e non dalla data di restituzione degli atti al pm. E dunque i termini erano scaduti già da tre mesi. Il ricorso è stato così respinto, perché tardivo, rendendo meno gravoso il fardello giudiziario a carico dell’ex funzionario, condannato per concussione per aver chiesto mazzette a pasticcerie e bar del centro per attenuare i controlli fiscali sulle loro attività. —
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