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La comunicazione è integrazione A scuola il linguaggio dei segni

Giuliano Barbieri
La comunicazione è integrazione A scuola il linguaggio dei segni

Progetto per una classe delle elementari di Vigarano Mainarda Gli alunni potranno confrontarsi anche con chi non ci sente 

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il caso

L’integrazione comincia con la comunicazione. In quest’ottica ha preso il via alle scuole elementari di Vigarano Mainarda il progetto “Il linguaggio dei segni” a cui partecipa la classe 5ª C, coordinata dalle insegnanti Sonia Testoni, Sandra Cia e Martina Magnoni.

Il progetto e finanziato dall’amministrazione comunale attraverso l’assessorato alla scuola guidato da Agnese De Michele.

«All’interno di un progetto più ampio - spiega l’insegnante Sonia Testoni - legato alla comunicazione, è stato inserito anche quello del linguaggio dei segni, per far comprendere ai nostri alunni il mondo della comunicazione dei non udenti. Nel contempo gli alunni potranno apprendere quella che è una vera e propria lingua» .

LA COLLABORAZIONE

Tutto avviene in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi che collabora al progetto con l’insegnante Davy Mariotti e l’interprete Federica Moretti. Fin da subito gli alunni si sono dimostrati molto attenti, e interessati, a questa nuova forma di comunicazione.

«Questo è un progetto importante - sottolinea Davy Mariotti - e non solo perché contribuisce alla diffusione della conoscenza della lingua dei segni. Coinvolgere gli alunni nell’apprendimento di una lingua visiva li aiuta ad aprire la mente. E porta un arricchimento nella loro formazione».

PRIME NOZIONI

Gli alunni hanno già imparato ad utilizzare le prime nozioni della lingua dei segni e la utilizzano anche nel corso delle loro comunicazioni. «Stiamo anche preparando - ha detto l’insegnate Sandra Cia, «un coro delle mani bianche che sarà pronto ad esibirsi in primavera» .

Sarà un momento in cui i ragazzi cantano insieme ad altri che “segnano” con le mani, indossando un guanto bianco, una coreografia gestuale ispirata alla lingua italiana dei segni. Un modo per non emarginare la diversità e la disabilità che è fondamentale far apprendere ai ragazzi fin dall’età scolare. —

Giuliano Barbieri

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