«Perseguire chi sbaglia e chi favorisce i furbetti»
«Chi si comporta in modo disonesto col datore di lavoro, insomma chi fa il “furbetto”, difficilmente si rivolge al sindacato. Per tutelarsi sceglie altre strade», commenta Massimo Zanitario, segretario provinciale della Uil. «L’assenteismo è un fenomeno che va combattuto, è una condotta non tollerabile nè giustificabile - prosegue il segretario - come non lo è quella del medico che la favorisce firmando un certificato non veritiero. Il comportamento del dipendente non è il solo aspetto di cui tenere conto».
Francesco Bertelli, della Cisl Fp, conosce bene il settore degli enti locali ferraresi, dove «la sanzione grave può nascere anche da una svista dell’ente pubblico che non ha aggiornato l’anagrafica del dipendente e commette un errore nel controllo o da una “leggerezza” del dipendente che non comunica tempestivamente all’ufficio di doversi spostare negli orari fissati per la visita fiscale. In alcuni servizi, dove l’aggravio delle mansioni si è fatto pesante, come nelle case di riposo, è importante mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di lavoro». La collega Sonia Uccellatori (Cisl Sanità) è a conoscenza di vari casi, «seguiti dalle aziende sanitarie, dove abbiamo trovato persone sensibili quando si è trattato di affrontare assieme al sindacato e al dipendente problematiche di ordine sociale o psicologico, condizione che ha consentito di superare le iniziali difficoltà». —
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