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operazione della guardia di finanza 

Un tesoro da mezzo milione con la truffa dello specchietto

Un tesoro da mezzo milione con la truffa dello specchietto

Sequestrati i beni a un Caminante di Noto che aveva colpito anche a Ferrara Le vittime ingannate con il sistema del finto incidente e del risarcimento

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Collezionano divieti di ritorno nei Comuni in cui compiono a ripetizione truffe e altri reati, e si spostano da una città all’altra in cerca di nuove piazze in cui agire indisturbati. Fino al divieto successivo.

Il sequestro

Ed è un truffatore di lungo corso il 27enne residente a Noto, appartenente al gruppo nomade italiano dei Caminanti, contro cui la procura di Siracusa, in seguito agli accertamenti della tenenza della Guardia di Finanza di Noto, ha chiesto e ottenuto dal Tribunale di Catania il sequestro di beni per oltre mezzo milione di euro, frutto, ritengono gli inquirenti, della tristemente famosa truffa dello specchietto retrovisore, perpetrata più volte anche a Ferrara.

Nonostante la giovane età, l’uomo infatti è un veterano del trucco del finto incidente che avrebbe cominciato a “mettere in scena” appena diciottenne, e negli ultimi tempi anche avvalendosi della compagna nel ruolo di “spalla”.

Ferrara, Piacenza, Pescara, Messina, Catania, Palermo, Caltanissetta, Agrigento, Siracusa: queste le città in cui il giovane ha commesso un numero di truffe sufficiente a farlo dichiarare socialmente pericoloso, fino a far scattare il provvedimento del divieto di ritorno.

Ogni anno, spiegano gli inquirenti, si “guadagnava” in media una quindicina di denunce, ma i colpi sarebbero molti di più dal momento che spesso le vittime restano inconsapevoli di essere state raggirate. L’inganno consisteva infatti nel simulare un finto incidente (in genere la “preda” sentiva un colpo alla sua auto, provocato dal truffatore) e subito dopo si trovava di fronte un automobilista infuriato per la rottura dello specchietto retrovisore, che abilmente riusciva a imputare al malcapitato di turno proponendo poi un risarcimento fai da te per evitare noie assicurative. Un trucchetto redditizio, perché pur al netto di guai, divieti e denunce il giovane aveva accumulato un vero e proprio tesoretto.

La misura patrimoniale ha permesso il sequestro di un terreno, cinque polizze, tre automezzi (tra cui un camper super accessoriato del valore di 95mila euro) e quattro conti bancari per un importo totale di 565mila euro. Una ricchezza difficile da accumulare e giustificare con la sola “ufficiale” attività di bracciante agricolo, per di più saltuario.

Il tesoretto

A fronte delle numerose denunce le Fiamme Gialle di Noto hanno concentrato la loro attenzione su un gruppo criminale del luogo già finito nel mirino dell’Antimafia, i cosiddetti Caminanti, appunto, e avviato gli accertamenti patrimoniali e bancari che hanno messo in luce la discrepanza tra i beni a disposizione e il lavoro di bracciante agricolo. Un gruzzolo messo insieme grazie alla truffa dello specchietto e altre attività illecite. —

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