Sempre meno bondenesi Il Pd: emergenza da risolvere
Corradi: la priorità è partire da un progetto che coniughi tenuta sociale e rilancio dei servizi soprattutto nelle frazioni
BONDENO. Un declino lento, ma che pare inesorabile, quello della popolazione di Bondeno. La quale non trova elementi in grado di invertire la tendenza demografica né attraverso nuovi nati (le culle, come in buona parte del Paese, restano desolatamente vuote) né attraverso un afflusso di immigrati in grado di compensare i decessi o i trasferimenti di residenti. Anzi, il tasso migratorio verso l’estero di Bondeno è fissato al 5,9%, contro il 4,2% di Ferrara e il 4% della regione.
sOTTO QUOTA 15MILA
I dati dell’anagrafe comunale evidenziano una riduzione, al 31 dicembre 2019 dei residenti, scesi da 14.133 del 2018 a 14.108 dell’anno scorso. Venticinque abitanti in meno, a proseguire un decremento che dal 2011 (anno del censimento) ha portato il Bondenese al di sotto dei 15mila residenti. Non dovessero cambiare le cose entro la prossima rilevazione, le amministrative di primavera per l’elezione del sindaco e del consiglio sarebbero le ultime a doppio turno.
«Sono dati sempre più allarmanti e non “le solite storie”, come gli amministratori li hanno liquidati troppe volte – spiega Tommaso Corradi, segretario del Pd bondenese -. Vero è che è un problema diffuso, ma non è corretto dire “mal comune mezzo gaudio”. I dati mostrano che il “Modello Bondeno" targato Lega non funziona, anche se si ostinano a promuoverlo. È un sistema socialmente ingiusto, perché costringe ad andarsene chi vorrebbe rimanere, e che non è capace di attrarre nuove opportunità di lavoro e sviluppo».
MASCHI IN AUMENTO
Il 29,2% dei residenti (secondo stime della Camera di Commercio) è over 65, i residenti con meno di 20 anni sono il 14,6%, mentre la fascia di età 0-15 anni si assottiglia (1.531 unità) al 10,8% del totale abitanti. Un dato in controtendenza, è quello dei residenti maschi: 6.822 rispetto ai 6.806 di un anno fa. Le donne sono passate da 7.327 a 7.286. A incidere sono stati in particolare i flussi di residenti nel capoluogo, cresciuti dal 2018 al 2019 da 7.326 a 7.363.
EMERGENZA FRAZIONI
«I numeri parlano chiaro – sottolinea Corradi –. Per noi, la priorità è partire da un progetto che coniughi tenuta sociale e rilancio dei servizi, soprattutto nelle frazioni, luoghi dove l'emergenza è più pressante e da cui si deve partire. È imprescindibile non dimenticare le relazioni con Regione e Stato, troppo spesso trascurate ma necessarie per garantire un supporto nel rilancio economico». —
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