Sant’Agostino esorcizza il sisma Piazza e chiesa di nuovo agibili
Bonaccini: un altro passo avanti verso la normalità Il cardinal Zuppi benedice l’altare: sia luogo di unione e gioia
SANT’AGOSTINO. È stata una domenica di rinascita quella di ieri per la comunità di Terre del Reno. La riapertura della chiesa, chiusa dal maggio 2012, e l’inaugurazione della nuova piazza, con tanto di monumento realizzato laddove un tempo era situato il vecchio municipio (demolito a seguito dei danni causati dalle scosse), hanno sancito un momento importante per tutti nel percorso post sisma. Da quasi otto anni la piazza di Sant’Agostino era parzialmente inagibile e la chiesa inaccessibile.
LA RINASCITA
Ieri, finalmente, gli abitanti sono potuti tornare ad occupare la piazza e a sedersi nel luogo sacro. Un risultato raggiunto attraverso l’azione congiunta di Comune e Regione, ma anche di tutti gli abitanti e i lavoratori che non hanno mai smesso di far la loro parte per il paese e la comunità.
In tanti hanno partecipato alle celebrazioni e tra questi, oltre al sindaco Roberto Lodi, agli assessori, ai volontari e alle forze dell’ordine, anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il cardinale Matteo Zuppi e don Gabriele, parroco di Sant’Agostino.
IL PRESIDENTE
La mattinata si è aperta sulle note della filarmonica di San Carlo e delle parole del primo cittadino che ha detto: «È un onore essere qui. La piazza nasce da un progetto partecipato fatto anche con i giovani del Comune per colmare il vuoto delle macerie del municipio e ridare nuova vita a quanto distrutto dal terremoto. Oggi (ieri per chi legge, ndr) riconsegniamo alla comunità il cuore pulsante del paese». Il presidente Bonaccini si è collegato dicendo: «Per far fronte ai danni del terremoto sono stati stanziati 14 miliardi di euro e questo è un ulteriore passo verso la ricostruzione. Purtroppo le vittime non torneranno alle famiglie, ma per il resto faremo il possibile per ridare alla comunità quanto tolto dal terremoto». «Dal mio primo incontro con il sindaco – ha aggiunto il prefetto Michele Campanaro – ho sentito l’entusiasmo di questa comunità. Sono contento di dare nel mio piccolo un contributo». Dopo il taglio del nastro i presenti si sono portati dalla piazza alla chiesa. Qui, oltre alla storica porta di legno, è stata realizzata una porta in vetro che fa entrare la luce e dà un’idea di continuità verso il centro del paese. In chiesa dopo i ringraziamenti di don Gabriele si è svolta la messa celebrata dal cardinale Zuppi che ha benedetto il nuovo altare.
LA BENEDIZIONE
«In questo edificio rinnovato regaliamo a Dio un nuovo altare, apriamo il cuore alla beata speranza, pietra eletta e preziosa per questa costruzione spirituale. Signore – ha invocato il cardinale – avvolgi con il crisma questo tuo altare dedicato a te per sempre, che nutre il tuo popolo, che sia luogo di unione con te nella gioia e nella pace il centro della nostra lode». Al termine della messa la festa è continuata con un pranzo partecipato all’interno dell’ormai ex chiesa temporanea.—
Maria Teresa Cafiero
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