La Nuova Ferrara

Ferrara

al centro quadrifoglio 

Una cerimonia solenne per il lanciere Prandini

Margherita Goberti

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Per ricordare e tributare gli onori al lanciere Giuseppe Prandini, morto in Croazia il 30 giugno del 1942 a 31 anni, l’Arma di Cavalleria di Ferrara presieduta da Olivo Berghi nell’ambito delle iniziative del Giorno del Ricordo che si celebra oggi, ha organizzato ieri una cerimonia al Centro sociale Il Quadrifoglio di Pontelagoscuro. Presenti delegazioni dell’Arma provenienti da Modena, Reggio Emilia, Cesena, Rovigo, i Carristi di Ferrara, il Nastro Azzurro, le associazioni Autieri, dei carabinieri, dell’aeronautica, dei paracadutisti e dei Bersaglieri Arditi del Po di cui fa parte anche il nipote di Giuseppe, Luca Prandini, che ha illustrato la figura del nonno eil suo percorso bellico. Infatti il suo primo incarico lo svolse a Mogadiscio come attendente del comandate; tornato in patria per il funerale della sorella, non potè più tornare in Africa per il precipitare degli eventi e fu mandato in Croazia dove i partigiani di Tito lo uccisero mentre faceva la guardia ad un casello ferroviario. «La nonna non seppe mai dove riposava il suo corpo – ha proseguito il nipote - sono stato io che grazie al Ministero ho scoperto che è sepolto nel sacrario Oltremare di Bari dove mi sono recentemente recato per portargli un fiore. Il nonno non è stato un eroe, ma solo un soldato che ha fatto il suo dovere». Luisa Ferioli, di Cento, che ha condotto a cerimonia ha auspicato insieme al maresciallo Sergio Colella e caporal maggiore Gaetano Mangia che i giovani non dimentichino chi ha dato la vita per la democrazia. —

Margherita Goberti

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