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oggi la presentazione 

Cuperlo e l’anima della sinistra Il suo libro all’Ibs

Matteo Bianchi

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Al Partito Democratico non mancano certo i contenuti, non sono mai mancati. Piuttosto si tratta di sapersi definire in maniera coerente come sinistra italiana e di ritrovare una direzione netta. Oggi, alle 17.30, ospite della libreria Ibs+Libraccio, Gianni Cuperlo illustrerà la sua prospettiva e le sue speranze, senza ignorare il passato da cui provengono i Dem, presentando il libro Un’anima. Cosa serve alla sinistra per non perdersi (Donzelli), insieme a Fiorenzo Barattelli, presidente dell’Istituto Gramsci, e all’ex vicesindaco Massimo Maisto.

«Non è stato un deficit di programma a penalizzarci – esordisce l’esponente del Pd – semmai il contrario, eccedendo in termini di “programmismo”. È evidente che la sinistra debba occuparsi dei bisogni materiali delle persone, ma un decalogo di cose da fare non è sufficiente, è necessario capire il cambiamento subito dalla nostra società dal 2008 a oggi. La crisi economica e la nuova dimensione digitale hanno stravolto il modo di pensare e la partecipazione degli individui». Il riferimento all’anima non è affatto un ripiegamento intimistico, poiché la realtà di un partito è data dalla sua funzione all’interno del contesto storico. «Il voto in Emilia-Romagna è stato molto più di una boccata di ossigeno, è stato un metodo da non tralasciare. Il merito va a Bonaccini e alla costruzione di una campagna elettorale su due messaggi fondamentali: prima rivendicare i risultati ottenuti servendosi di dati concreti, positivi, concependo con umiltà che su alcuni terreni si poteva fare di più, poi ancorare il voto su chi sarebbe venuto a governare i suoi conterranei. Salvini ha sbagliato in toto la strategia, cercando di trasformare il voto regionale in un referendum nazionale; inoltre la scelta della candidata ha suscitato un moto d’orgoglio da parte degli emiliano-romagnoli».

Molti non hanno digerito lo slogan di voler “liberare” una regione che di fatto eccelle in diversi ambiti. Ma se Bonaccini è stato accorto nel giocare le sue carte, le Sardine si sono rivelate un toccasana, per non dire un salvagente. La vittoria in Emilia-Romagna è stato un bel passo, che ha inciso sul clima politico dell’intero paese. Non dobbiamo essere una forza che basti a se stessa – conclude Cuperlo – ma il perno che coinvolga qualsiasi risorsa che crede in un civismo laico e democratico». —

Matteo Bianchi

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