Il dramma delle foibe Le vittime dell’Istria nel giorno del ricordo
«Il Giorno del ricordo dell’esodo di migliaia di italiani dalle terre dell’Istria appartiene a tutto il popolo e questa memoria collettiva deve essere rinnovata per non dimenticare una pagina drammatica della nostra storia».
Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri ieri in Sala Arazzi esprimendo la vicinanza dell’Amministrazione tutta al presidente dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia Flavio Rabar ed agli esuli rimasti che vivono a Ferrara ha proseguito dicendo che in tanti hanno subito azioni non giustificabili, violenze soprusi e morte per troppo tempo esclude dalle pagine dei libri di storia ma che oggi vanno rivalutate in tutta la loro importanza e significato affinché le nuove generazioni possano continuare nel tempo a ricordare.
Anche il Prefetto Michele Campanaro nel sottolineare che alla sua generazione è stata negata la conoscenza di quelle drammatiche vicende, ha auspicato che chi ha subito ingiustamente la reazione abnorme dei militari titini, non venga dimenticato. «Gli italiani che da sempre vivevano nelle terre istriane – ha aggiunto – senza alcuna colpa ne coinvolgimento politico furono vittime sacrificali di un odio ideologico che in gran parte li portò o nella Risiera di San Sabba o nelle foibe». Ricorda poi Norma Cosetto studentessa universitaria istriana con la sola colpa di essere la figlia di un gerarca fascista e per questo seviziata ed uccisa. Prima del concerto a cura del Conservatorio Frescobaldi a Flavio Rabar il compito di chiudere la celebrazione condotta da Anna Quarzi, facendo riferimento ai momenti legislativi che l’hanno voluta fin dal 2007 con una Legge che l’ha estesa a tutta l’Italia ed ai presidente della Repubblica che da allora l’hanno sostenuta e celebrata; lui con la sua famiglia, esule da Fiume, come tantissimi altri che almeno si salvarono, provò direttamente il disagio di ritrovarsi senza più nulla in uno dei 109 Campi profughi italiani (a Ferrara presso l’Alberghiero) dove ricostruire con dignità e coraggio la propria identità.
Dopo la deposizione di una corona d’alloro alla targa che ricorda le vittime delle foibe ieri alla rotonda di corso Isonzo dove non è mancato un siparietto ideologico fermato dai carabinieri, le iniziative proseguiranno martedì 18 alle ore 17 alla Sala Agnelli della biblioteca Ariostea con la presentazione del libro di Marisa Antollvich “Quando i ricordi diventano ricette” sulla cucina istriana. C’è stato ieri anche un flash mob di Fratelli d’Italia contro la politica adottata da Tito. –
Margherita Goberti
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