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Lavoro e tirocini retribuiti Un aiuto ai cittadini più deboli

Lavoro e tirocini retribuiti Un aiuto ai cittadini più deboli

Torna la collaborazione fra Ial Emilia Romagna e amministrazione comunale L’assessore: «L’obiettivo è acquisire competenze tecnico-professionali»

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bondeno. Prosegue la collaborazione con Ial Emilia-Romagna di Ferrara e l’impegno per l’inclusione delle persone più fragili. A tal proposito, è arrivato sui tavoli della giunta di Bondeno un atto di indirizzo per l’attivazione di tirocini di tipo “D”.

di cosa si tratta

«I tirocini si sono rivelati in questi anni uno degli strumenti più efficaci, in termini di ammortizzatori sociali – dice l’assessore alle politiche sociali, Francesca Piacentini – al fine di consentire alle persone in difficoltà di potersi rimettere in gioco con un lavoro, acquisendo peraltro durante il loro percorso anche varie competenze di tipo relazionali, e di tipo tecnico-professionali».

I tirocini di questo tipo prevedono l’erogazione di un’indennità di partecipazione, come previsto dalla legge. Per un’attività lavorativa settimanale che viene conteggiata tra le 12 e le 25 ore, è prevista una indennità di partecipazione di minimo 200 euro, mentre se l’attività settimanale è prevista tra le 25 e le 40 ore, la massima indennità prevista arriva a 450 euro.

chi può partecipare

La valutazione dell’utenza verrà realizzata attraverso il cosiddetto “profilo di fragilità” e le richieste di attivazione devono essere inviate all’Otv (Organismo tecnico di valutazione) che sarà poi sostituito da una equipe multi professionale. I soggetti che ospiteranno i tirocinanti non possono anche essere promotori dello stesso tirocinio di tipo “D”, mentre resta stabilita l’obbligatorietà di una copertura assicurativa, oltre ai necessari atti amministrativo-contabili, per l’erogazione delle indennità di partecipazione previste dalla legge regionale.

passaggi tecnici

L’atto di indirizzo approvato dall’amministrazione prevede che ci si possa avvalere di un soggetto terzo, nella veste di “ente promotore”, quale appunto lo Ial Emilia-Romagna, diretto da Enrico Benatti.

Un ente accreditato a livello regionale, che possiede i requisiti previsti dalla normativa per attivare i tirocini di tipo “D” nel contesto di servizi comunali o aziende private, occupandosi delle dovute coperture assicurative e dell’erogazione delle indennità. «Ial ha acquisito nel corso degli anni una elevata esperienza e professionalità – continua Piacentini – nella stessa formazione delle persone che sono state iscritte ai propri corsi, ed anche nei percorsi formativi-professionali attivati dal Comune negli anni scorsi. Siamo pertanto lieti di poter continuare questa nostra collaborazione».

persone svantaggiate

La legge regionale ha inserito la tipologia dei tirocini di tipo “D” tra quelle misure di politica attiva per il lavoro che siano in grado di sostenere l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, prese in carico dai servizi sociali e sociosanitari.

Tra le tipologie di persone potenzialmente interessate dai provvedimenti che ne derivano, e che possono quindi partecipare, vi sono anche i diversamente abili o in condizioni di svantaggio sociale ed economico. —

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