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Cna con l’Università un patto di ferro per sostenere le imprese ferraresi

Marcello Pulidori
Cna con l’Università un patto di ferro per sostenere le imprese ferraresi

Il pro-rettore Pinelli: «L’ateneo deve parlare alla società» Più spazio ai giovani, allo studio nuovi servizi per gli studenti

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Un patto a due, sottoscritto da Cna e Università di Ferrara, per accompagnare imprese e studenti verso nuove frontiere. Lo hanno annunciato ieri, nel corso di un incontro nella sede dell’associazione in Via Caldirolo, il pro-rettore dell’Università di Ferrara, Michele Pinelli; il presidente della Cna, Davide Bellotti, il segretario Diego Benatti e gli attori principali che hanno reso possibile questa intesa illustrata ieri nella sede della confederazione degli artigiani.

il territorio

«La crescita del nostro territorio – ha detto Benatti in apertura – passa inevitabilmente dallo snodo della ricerca e quindi chi meglio della nostra università può garantirci standard qualitative di eccellenza per quanto riguarda la ricerca? ». In un territorio che si posizione tra Via Emilia e Nord-Est, ha detto ancora il segretario della Cna, «l’obiettivo di questa associazione per il 2020 deve essere il rilancio dei giovani nelle nostre imprese e l’impegno per creare maggiori servizi per gli studenti universitari». «Ciò che più è importante per l’Università – ha sottolineato poi il professor Pinelli, pro rettore dell’ateneo –, oltre alla didattica ed alla ricerca, è la terza missione, vale a dire aprirsi alla società, dialogando con le imprese e quindi con esse essere in grado di rapportarsi con le opportunità ed anche i problemi di un intero territorio. Ferrara città universitaria – ha detto ancora Pinelli – ci assegna il compito di esaltare le eccellenze di questa provincia». «La manifattura italiana – ha poi detto il presidente della Cna, Bellotti – è tra le prime a livello mondiale. È nostro dovere, nei confronti dei giovani che prenderanno un giorno il nostro posto, rivendicare la valorizzazione delle produzioni tipiche, penso – ha proseguito Bellotti il cui intervento di fatto ha chiuso la mattinata – penso, appunto, all’agricoltura di precisione, alla necessità di essere presenti nei principali mercati internazionale, alla necessità di interagire con i tour operator per portare nel Ferrarese il turismo che chiede proprio di potersi nutrire di eccellenze e di prodotti di qualità – ha proseguito il presidente Bellotti –, e tutto questo dovrà essere fatto in collaborazione con il mondo accademico, al quale possiamo offrire le nostre competenze e dal quale possiamo attingere in termini di conoscenza». Il tessuto della Cna, d’altro canto, parla di oltre cinquemila imprese associate, con un’associazione che può sostenere oltre 170 dipendenti e più di 4 mila pensionati. Anche graficamente la campagna immagine 2020 della Cna di Ferrara è emblematica e coglie nel segno: il bugnato di Palazzo dei Diamanti e di seguito l’immagine della camera anecoica (nella quale non si riproducono suoni o fenomeni di eco) come quella che si trova nei laboratori dell’università estense. Entrambe le immagini, seppur in modo diverso, rappresentano Ferrara e la sua storia.

tradizione feconda

Una feconda tradizione culturale che arriva a noi dall’epoca rinascimentale, unita ad una forte vocazione alla innovazione, alla ricerca, alla sperimentazione di cui l’ateneo di Ferrara è una punta di diamante. «Accelerare la innovazione – hanno dunque ribadito Bellotti e Benatti – vuole dire creare le condizioni perché le piccole e medie imprese possano accedere a pieno titolo al miglioramento scientifico e tecnologico, diventando imprese più competitive e così facendo accrescendo le potenzialità dell’intero territorio in cui operano». La campagna immagine è stata realizzata da Jessica Morelli fotografa e imprenditrice della comunicazione sulla base degli stimoli e delle richieste formulate dalla Cna di Ferrara.

creare lavoro

La collaborazione tra Cna e Università prevede anche attività sul versante della creazione di impresa affinché le idee che spesso maturano nell’ambito sperimentale della ricerca possano più agevolmente trasformarsi in business attuabili, realizzabili. —





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