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L’ex zuccherificio rinasce grazie a una tesi di laurea

Annarita Bova
L’ex zuccherificio rinasce grazie a una tesi di laurea

Due studenti hanno lavorato su un progetto ambizioso ma anche fattibile Il sindaco: «Ci hanno convinti. Su quell’area nascerà il Museo dello zucchero»

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. Tutto nasce dalla tesi di laurea di due studenti della facoltà di architettura di Ferrara: Paolo Lisotti e Edoarco Seconi, guidati dal professor Romeo Farinella. Gli studenti hanno approfondito la storia di Codigoro e del suo territorio tra archeologia industriale e impianti idrovori focalizzando l’attenzione in particolare sull’ex Zuccherificio. «Il lavoro ci è piaciuto così tanto e soprattutto ci ha convinti a tal punto da volerci almeno provare - dice entusiasta il sindaco Alice Zanardi -, tanto che l’intenzione è quella di portare avanti un ambizioso progetto di riqualificazione».

Finalmente, dirà qualcuno. Anche perché l’area è adesso in forte stato di degrado e da tempo i cittadini chiedono interventi mirati. «Quella struttura non è nostra - precisa il primo cittadino -, ma sono certa che i proprietari nel caso saranno ben lieti di cederla». In linea di massima il tema del progetto proposto dai due studenti, che intanto si sono laureati, è la «rigenerazione di un’area degradata ma di grande valore storico-paesaggistico, ripensandola come una vera e propria porta d’accesso al basso corso del Po di Volano: una porta sul Delta».

Aree di intervento

L’intorno del sito del progetto comprende «a nord l’oasi naturalistica Garzaia - come si legge nella tesi - e a est gli impianti di sollevamento delle acqua alte e delle acque basse», Aree queste già sistemate e aperte al pubblico anche se «lavorano in modo autonomo». L’idea non è quindi solo «riqualificare l’ex zuccherificio, ma integrare tutte le aree intorno in un unico sistema in modo che ogni sito possa valorizzare anche agli altri».

polo museale

Insieme alla Garzaia e a agli stabilimenti idrovori, «l’ex Eridania viene pensato come un polo multifunzionale, turistico e culturale, che da una parte svolge il ruolo di nodo intermodale dotato di tutti i servizi necessari ad accogliere i turisti, dall’altro diventa un Museo del territorio delle terre basse del Po di Volano».

Un’idea che non solo non è passata inosservata ma che a quanto pare è stata così ben sviluppata, con tanto di progetti e tavole, da essere subito “sposata” dall’amministrazione comunale. «È fattibile. Quello che per tanti anni sembrava impossibile, inizia invece oggi ad avere una forma - spiega la Zanardi-. Certamente servono fondi, energie e tanti soldi ma sono convinta che un passo alla volta potremmo farcela. E magari avere proprio qui a Codigoro il primo Museo sulla lavorazione delle barbabietole da zucchero con macchinari storici provenienti da ogni parte della provincia». —



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