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Ragazza palpeggiata da detenuto in permesso

Ragazza palpeggiata da detenuto in permesso

L’uomo, ai domiciliari, aveva il braccialetto elettronico. Una guardia penitenziaria ha chiamato i carabinieri, poi l’arresto

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CENTO. A “salvarla” dalle morbose attenzioni di un detenuto in permesso è stato un agente di polizia penitenziaria. Quando si è accorto che l’uomo, passeggero di un bus che collega la provincia bolognese all’Alto ferrarese, stava molestando un’adolescente è intervenuto senza indugi e ha chiamato i carabinieri. Così sono scattate le manette e il recluso ai domiciliari, un italiano di 57 anni, è tornato in carcere.

Munito di braccialetto elettronico, il detenuto era stato autorizzato ad allontanarsi dal domicilio nelle ore del mattino. Ha però sfruttato il permesso fuori tempo e per fare ben altro rispetto al motivo per cui gli era stato concesso.

L’approccio

Verso le 15.30 di martedì, quindi abbondantemente al di fuori dell’orario stabilito dal magistrato, il detenuto si è avvicinato a un’adolescente, che risiede nel Centese, ferma a una fermata dell’autobus sul tragitto di rientro, e ha allungato le mani palpeggiandola. La storia ha avuto un ulteriore sviluppo direttamente sul bus.

Ai militari la ragazza ha confermato di essere stata “toccata” mentre aspettava l’autobus in compagnia di un’amica.

Spaventata da quel gesto, la giovane era salita velocemente a bordo rifugiandosi tra i sedili, sperando che la presenza di altri passeggeri fosse sufficiente a scoraggiare il 57enne che però non ha desistito neanche di fronte al dato di fatto che a quell’ora avrebbe dovuto trovarsi a casa, una condizione che lo esponeva alla possibilità di un ritorno in carcere.

La paura

Ai carabinieri la ragazza ha ricostruito la vicenda soffermandosi anche sugli interminabili minuti in cui è stata, così ha riferito, «inseguita e minacciata» mentre si trovava sul bus perché quell’uomo «voleva continuare ad abbracciarla, baciarla e toccarla». Una scena da incubo che è stata interrotta dall’energica azione di un operatore della polizia penitenziaria a quell’ora fuori servizio. È stato lui che, accortosi di quanto stava avvenendo, ha deciso di informare i carabinieri e di chiedere il loro aiuto.

I militari, accertati i fatti, hanno preso in consegna il molestatore e lo hanno accompagnato in cella. L’uomo ha precedenti di polizia per violenza sessuale, rapina e lesioni personali.

Le accuse

Dai controlli eseguiti è emerso che a quell’ora, pomeriggio inoltrato, il detenuto «già sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico - come hanno confermato i carabinieri della compagnia bolognese che sta svolgendo le indagini - avrebbe dovuto trovarsi a casa», essendo stato autorizzato dall’autorità giudiziaria ad allontanarsi dall’abitazione di prima mattina per procurarsi un referto medico a Bologna, ma avrebbe dovuto rientrare subito dopo averlo ricevuto. L’accusa a suo carico è di violenza sessuale e di violazione della misura cautelare. Secondo gli investigatori, il 57enne è «incapace di rispettare i provvedimenti giudiziari, incline a delinquere e socialmente pericoloso». Resta da capire perché, essendo munito di braccialetto elettronico, strumento che dovrebbe rendere più stringenti i controlli sui movimenti dei detenuti all’esterno del carcere, l’uomo potesse trovarsi fuori casa. —

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