La strada di campagna va al Consiglio di Stato
È finita al Consiglio di Stato, la contesa promossa da Giampaolo Chiorboli contro la cessione della strada interpoderale che dà accesso al suo fondo agricolo “Boccadoro” e a quello della società “Albarello”, a Denore, che il Comune ha venduto a quest’ultima con il risultato che i suoi mezzi agricoli devono fare tutt’altro giro. Tra i vicini non corre buon sangue. La possibilità che acquistassero la strada assieme è rimasta una buona intenzione, prospettiva non concretizzata. Il bene è stato messo all’asta e la Albarello se lo è aggiudicato per 50mila euro, mentre Chiorboli si è fermato ad un’offerta di 43mila. Era il 2016.
Chiorboli non ha voluto sentir ragione, ma ha avuto torto. Prima ha perso davanti al Tar dove, non contento ha ripresentato le sue doglianze al Consiglio di Stato. Si tratta di undici motivi di appello che vanno dalla mancata esclusione dell’altra società per questioni formali, come l’aver indicato nell’offerta anche i centesimi, alla pretesa che la strada non dovesse essere venduta (ma allora avrebbe dovuto contestare il piano delle alienazioni, non il risultato della gara), alla richiesta di non pagare i tremila euro stabiliti dal Tar per ciascuna delle controparti, poiché esse si sarebbero difese con argomenti “manifestamente infondati”. «Manifestamente infondato è invece il motivo d’appello in questione», dicono i giudici del Consiglio di Stato. Ricorso bocciato e nuove spese legali da rifondere. —
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