Bper, rete ferrarese intatta In bilico i crediti a rischio
La struttura che occupa un centinaio di gestori svuotata dalla cessione di Npl Il secondo piano dell’ex sede di Palazzo Koch può diventare contenitore museale
L’assestamento della struttura Bper in provincia di Ferrara, dopo la fusione con Unipol banca che ha toccato ben poco la rete provinciale, non è ancora completata. Più che ulteriori tagli alle filiali, temuti dai dipendenti ma che i sindacati tendono ad escludere, c’è preoccupazione per la riorganizzazione di alcune strutture e un punto interrogativo sulla sede storica di corso Giovecca, che risulta complicato reimpiegare dopo la soppressione della Direzione territoriale e per la quale si potrebbe davvero delineare un futuro da contenitore museale, come ipotizzato da Ferrara Arte, anche al di là del periodo di chiusura di Palazzo dei Diamanti.
rete e strutture
Il drastico taglio degli sportelli che ha accompagnato la fusione tra Nuova Carife e Bper non è stato minimamente riproposto nella più recente operazione-Unipol. Lo sportello dell’ex banca cooperativa di via Bologna, a Ferrara, non è stato toccato e anche la gestione del personale non ha subìto contraccolpi. Era per buona parte prevedibile, visto la presenza non certo massiccia di Unipol banca a livello locale, ma questi elementi non impediscono il serpeggiare di una certa inquietudine tra i dipendenti con l’avvicinarsi della fase 2 della riorganizzazione post-fusione del gruppo. «Non abbiamo segnali che si possa mettere mano alla rete ferrarese» dice Nicola Cavallini, della Fisac Cgil, ed anche ai piani alti dell’ex sede si ripetono gli stessi concetti.
Si fa tra l’altro notare che la rete ferrarese è già in buona parte cash light, cioè con i servizi al pubblico disponibili solo alla mattina, e l’alleggerimento di costi incide sul bilancio delle singole filiali. La preoccupazione, ammette Cavallini, è semmai legata alla sorte di alcune strutture, a partire da Bper credit management, il gestore dei crediti anomali rimasti in pancia alla banca dopo le recenti massicce cessioni, che risulta ormai svuotato. Un centinaio di gestori, tra i quali i quattro di stanza a Ferrara, sono sul chi va là. All’assemblea del 19 febbraio, convocata per discutere del rinnovo del contratto, è probabile che vengano affrontati anche questi argomenti locali.
la sede
Palazzo Koch, che ospita la sede storica di Carife, è attualmente piena più di opere d’arte della collezione della banca che di dipendenti. Nelle prossime settimane, dopo il ritorno di molti addetti distaccati a Modena nel post-fusione, tornerà ad essere popolata da una settantina di persone, ma un pieno riutilizzo funzionale non è all’orizzonte. Bisogna considerare tra l’altro che il palazzo è vincolato.
A questo punto prende quota l’ipotesi di un impiego promiscuo, in parte a galleria espositiva, visto che il secondo piano (il piano “nobile”) sembra prestarsi a questo utilizzo e non ci sono previsioni di trasferimento di uffici operativi. Vittorio Sgarbi, presidente di Ferrara Arte, ha lanciato l’idea di impiegarlo in coincidenza con la chiusura di Palazzo dei Diamanti, per lavori che inizieranno la prossima estate, e l’idea sembra piacere anche in Regione. Di richieste ufficiali, però, a Bper non ne sono ancora giunte. —
Stefano Ciervo
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