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Quacchio senza Poste La Cisl: Fabbri disse sì Ma il sindaco nega

Giovanna Corrieri

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La chiusura dell’ufficio postale di Quacchio, realtà che pare ormai irreversibile, era prevista nel Piano di efficientamento che Poste Italiane sta portando avanti da tempo a livello nazionale e che prevede la chiusura di 450 uffici in tutta Italia e la riduzione da 140mila a 130 mila unità entro l’anno, racconta il sindacalista Pierangelo Tolla (Cisl. Fra gli obiettivi la riduzione dei costi e del personale, anche a fronte di una implementazione dei canali digitali ormai, sembra, ampiamente utilizzati e di una ottimizzazione della distribuzione degli uffici: il piano non consentirebbe di tenere aperto un ufficio a 900 metri di distanza da un altro.

i sindacati

La scelta è stata contestata dai sindacati specie per il disagio che provocherà al quartiere e anche «in virtù della sua posizione – è la considerazione di Tolla – era un ufficio comodo, dotato di un parcheggio». Che sa sede dove ora convergeranno utenza e lavoratori, cioè l’ufficio postale di Ferrara 2 di via San Maurelio (zona San Giorgio), non contempla. In più, aggiunge il sindacalista, «c’è il disagio di tanti pensionati che di solito si recano all’ufficio per ritirare la pensione o per pagare un bollettino e che dovranno allontanarsi rispetto all’attuale sede. E c’è la questione dei dipendenti dell’ufficio postale di San Giorgio su cui si riverserà tutto il carico di lavoro proveniente da Quacchio». Secondo il sindacalista inoltre il Sindaco sarebbe potuto intervenire ma «ha dato subito il benestare».

il sindaco

Ma Alan Fabbri nega: «abbiamo da subito cercato di accordarci con Poste Italiane e di lavorare per evitare la chiusura dell’ufficio di Quacchio». E anche il direttore generale Sandro Mazzatorta conferma gli incontri negli scorsi mesi con i responsabili della filiale ferrarese dell’Azienda da cui era emersa l’impossibilità di valutazioni differenti: «tutto rientrava nel processo di ottimizzazione della rete degli uffici postali previsto dal contratto di programma tra Ministero Sviluppo e Poste – dice Mazzatorta – ma abbiamo cercato di capire se la scelta fosse dettata da pareri vincolanti o si trattasse di una chiusura non ragionata. In più l’Azienda sta ipotizzando anche nuove aperture: una sarebbe nella zona del centro commerciale Le Mura, mentre un altro ufficio sarebbe aperto nella zona industriale di San Luca». —

Giovanna Corrieri

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