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Alloggi popolari Il Comune e l’Acer cercano soluzioni

Alloggi popolari Il Comune e l’Acer cercano soluzioni

L’assessore annuncia un incontro con i dirigenti dell’azienda Appartamenti vuoti e ristrutturazioni al centro del confronto

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PORTOMAGGIORE. La situazione degli alloggi popolari nel Portuense continua a tener banco. Con l’amministrazione comunale che si è attivata per risolvere alcune situazioni problematiche: dalla disponibilità degli alloggi, alla necessità di sistemare quelli in cattivo stato e di risolvere situazioni di degrado, peraltro non imputabili ad Acer e Comune.

ALLOGGI VUOTI

Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale i consiglieri Roberto Badolato e Giovanni Tavassi hanno presentato due interpellanze a tema alloggi popolari. Il primo, ha chiesto al sindaco di spiegare perché i sono quarantadue alloggi Acer vuoti sul territorio comunale. All’interrogativo del consigliere di minoranza ha risposto il vicesindaco Alessandro Vacchi che ha spiegato come i costi di gestione, manutenzione e ripristino complichino le cose. «Che senso ha possedere tanti alloggi Erp se poi non ci sono soldi per mantenerli? Io e il collega Bernardi - ha detto Vacchi - abbiamo già organizzato un incontro con Diego Carrara, presidente di Acer, per affrontare il problema». Al termine della serata Badolato si è dichiarato soddisfatto. Anche Tavassi, con la sua interpellanza ha posto l’attenzione sulle case aperte, in particolare su quelle di via Costa ai civici 9 e 11.

LAVORI URGENTI

Il sistema fognario necessita di lavori di manutenzione e pure le scale esterne, puntellate “alla buona” dai residenti, vanno sistemate. Per non parlare poi dello sfalcio dell’erba e delle aree verdi comuni che, quando vengono sistemate, è solo per volontà dei residenti.

PUBBLICO E PRIVATO

L’assessore Bernardi concorda con le parole di Tavassi ma precisa quanto già specificato da Carrara nei giorni scorsi sulla Nuova: non tutti gli immobili che usufruiscono delle fognature o delle scale sono di proprietà comunale e dunque Acer non può (e non deve) farsi carico di tutto. Va trovato un accordo tra pubblico e privato. L’amministrazione comunale, ha assicurato l’assessore, si sta attivando con i vari soggetti per trovare una soluzione. Tavassi si è dichiarato soddisfatto solo in parte dalla risposta ricevuta perché sicurezza e igiene sono un diritto primario per la comunità e un dovere per l’amministrazione. —

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