Il ricordo del brigadiere resta sempre vivo
SAN GIUSEPPE. «Il sangue dei servitori dello Stato, come lo è stato il nostro Cristiano Scantamburlo, è il sacrificio che benedice la comunità». Don Giuseppe Grigolon, cappellano militare, ha ricordato così, ieri mattina, davanti al cippo commemorativo di San Giuseppe, il brigadiere dell’Arma, ucciso in servizio da un pregiudicato, il 12 febbraio 2006.
Presenti i genitori Loredana e Luigino, il collega di pattuglia Roberto Domini, il vice prefetto Pinuccia Niglio, il questore Giancarlo Pallini, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Gabriele Stifanelli, le autorità locali e le associazioni combattentistiche e d’Arma. Prima che il corteo si trasferisse nel duomo di Comacchio, dove don Grigolon ha celebrato una messa di suffragio, in presenza di una rappresentanza di alunni, Loredana Masiero, mamma di Cristiano Scantamburlo, ha voluto ringraziare tutti gli amici, ex colleghi del figlio, giunti anche da località lontane per la commemorazione.
«È difficile sopravvivere alla morte di un figlio – ha commentato Loredana –; noi genitori siamo morti dentro quella terribile domenica del 12 febbraio 2006. Ci danno la forza ad andare avanti l’affetto, che continua a mostrarci l’Arma, per noi una grande famiglia, ma anche gli amici ed i colleghi di Cristiano, come l’ex comandante, il maggiore Fabio Imbratta che continua ad esserci vicino». —
K.R.
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