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Una rete di sostegno e tutela In un anno trecento richieste

Al Centro Donna Giustizia è attivo lo 0532 247440 a cui rivolgersi per chiedere  aiuto. Nelle case rifugio ci sono 22 posti a disposizione

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Una donna vittima di violenza non è sola. A Ferrara è attivo in via Terranuova 12/B il Centro Donna Giustizia che, attraverso il progetto Uscire dalla Violenza, accoglie le donne sole o con figli minorenni bisognose di aiuto e protezione, offrendo loro sostegno psicologico, consulenza legale e riparo concreto.

Le tre Case Rifugio aperte nel nostro territorio, e collocate in luoghi segreti, mettono a disposizione 22 posti letto per coloro che sono costrette ad allontanarsi temporaneamente da una situazione di pericolo. Mettersi al sicuro è però soltanto il primo passo. Quelli successivi sono la riconquista dell’autostima, il riscatto dall’isolamento sociale e la conquista dell’autonomia, anche e soprattutto economica.

Il servizio di ascolto telefonico, disponibile sette giorni su sette al numero 0532 247440, è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18, il sabato e la domenica dalle 9 alle 15, tranne nei giorni festivi infrasettimanali. Solo parte delle donne assistite si rivolge direttamente al Centro, altre sono indirizzate dai Servizi sociali o dalle forze dell’ordine.

E i numeri parlano di un’allerta costante. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2018 sono state inserite nel progetto 290 donne di cui 194 italiane e 96 provenienti da altri Paesi; di queste, 217 hanno ricevuto una prima accoglienza nel corso dell’anno, 197 sono mamme con figli, 81 sono state inviate alla consulenza legale e psicologica. Poco meno della metà (il 48%), inoltre, ha perso il proprio impiego dopo essere stata vittima di violenze, specie se prolungate nel tempo, spesso per un crollo dell’autostima che finisce per compromettere il rendimento, e sono state indirizzate allo sportello per l’orientamento al lavoro. Lo dicono le cifre, lo confermano le cronache; solo nel 2019 due femminicidi: le tragedie di Atika Gharib e di Cinzia Fusi, uccise dall’ex fidanzato e dal compagno, e innumerevoli altri casi di aggressioni domestiche, botte, minacce. A tutte coloro che vivono una situazione di sopraffazione e pericolo, la rete antiviolenza rinnova l’appello a chiedere aiuto, prima che sia troppo tardi.

Al Centro Donna Giustizia le vittime troveranno una psicologa, un’educatrice per i figli ospiti nella Casa Rifugio, avvocate (di cui una penalista) iscritte nelle liste del gratuito patrocinio per le pratiche legate alla separazione o alla denuncia di maltrattamento, una mediatrice culturale, una contabile amministrativa nonché tirocinanti dell’Università convenzionate, volontarie e operatrici del servizio civile che a turno garantiscono la copertura per tutto l’anno dell’assistenza. —

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