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«Verità e giustizia per Regeni e Zaky» L’appello di Cento

Beatrice Barberini
«Verità e giustizia per Regeni e Zaky» L’appello di Cento

Iniziativa di Comune e Amnesty Sostegno alla famiglia del ricercatore ucciso al Cairo  e impegno per lo studente di Unibo arrestato in Egitto

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CENTO. Da Regeni a Zaky, l’appello di verità e giustizia parte anche da Cento.

È stata ricordata anche la vicenda di Patrick George Zaky, il 27enne studente dell’università di Bologna, arrestato al Cairo mentre andava a trovare la famiglia, nel corso della serata che è stata organizzata a Cento dall’amministrazione comunale, in collaborazione col Gruppo centese di Amnesty International Italia 196 e il cinema Don Zucchini, per ricordare Giulio Regeni, a quattro anni dal suo omicidio.

L’assessore alla legalità Antonio Labianco, già nominato “esperto” del garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, ha rimarcato come ancora sia purtroppo all’ordine del giorno la violazione dei diritti umani e ha sottolineato la volontà, con l’iniziativa centese, di perseguire un’opera di sensibilizzazione sulla legalità e contro i reati di tortura. Ma anche di esprimere un segnale di sostegno alla famiglia Regeni e alla sua ricerca di verità e giustizia.

La presidente della Sezione di Amnesty International di Cento Marina Govoni ha fatto il punto della vicenda processuale e ha esortato ad aderire alla petizione con la quale si chiede di approfondire le indagini sulla fine di Giulio Regeni e all’appello in favore di Zaky.

Nel corso della serata è stato proiettato il docufilm “Nove giorni al Cairo” (Italia, 2017): Carlo Bonini e Giuliano Foschini ricostruiscono in cinquantadue minuti quei nove giorni intercorsi fra la scomparsa e il ritrovamento del cadavere di Regeni, sul ciglio della superstrada per Alessandria d’Egitto, attraverso immagini e testimonianze che non erano ancora state diffuse. E grazie alle parole di Paola e Claudio, genitori di Giulio. —

Beatrice Barberini

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