«Non ci pagano da novembre per il servizio di catering»
L’impresa ferrarese Bota ha perso 115mila euro. A dicembre servizio sospeso Il titolare: l’appalto per i pasti ai lavoratori del centro meteo è della Regione
Si è interrotta bruscamente l’ultima commessa di Bota, la realtà imprenditoriale ferrarese attiva dal 2015 nel campo della ristorazione e del pubblico esercizio.
Dopo la gestione, fra le altre, del Pool Bar della piscina di via Beethoven, della Caffetteria in Castello, dell’apertura dell’Hangar Birrerie, grazie anche alla collaborazione con direttore operativo Stefano Benetti con una lunga esperienza nel ramo del catering, lo scorso aprile l’azienda ha iniziato un servizio di mensa presso il cantiere del Tecnopolo di Bologna per fornire pasti ai lavoratori impegnati nella realizzazione del nuovo Centro metereologico bolognese. Ma il servizio ha presto subito una battuta d’arresto, non ricevendo più, la Bota, alcun pagamento da parte dell’Azienda a cui offriva i pasti.
pasti in fumo
«Si trattava di un contratto di fornitura mensa a Frimat spa – racconta l’amministratore di Bota Nicola Tavolazzi – il servizio prevedeva pranzo e cena per gli operai del cantiere per sette giorni su sette per la durata del cantiere». In tutto impiegati una decina di dipendenti di Bota, fra quelli che preparavano i pasti nell’Hangar Birrerie e quelli che somministravano poi i piatti nella mensa di Bologna. «Ma dal 30 novembre Frimat non ha ottemperato ai pagamenti – dice Tavolazzi – e dal 20 dicembre è stato sospeso il servizio di fornitura. In tutto sono 115mila euro che non sono stati pagati a Bota».
la regione
In causa è chiamata dall’azienda anche la Regione Emilia Romagna «che ha appaltato i lavori all’Ati di imprese di cui è capofila proprio Frimat – continua Tavolazzi – la Regione ci ha ascoltati e si è resa disponibile ad incontri, anche perché nel cantiere Frimat ha almeno altri dieci creditori, non siamo stati gli unici a non ricevere più i pagamenti». La Regione ha anche sospeso i pagamenti a Frimat per circa un milione e 200mila euro, venuta a conoscenza della situazione.
picchetto
Non basta per Bota, ora in difficoltà fra fornitori e dipendenti: «a fine gennaio abbiamo predisposto un decreto ingiuntivo contro Frimat per recuperare le somme – sottolinea Tavolazzi – che per la nostra realtà sono importanti. Quella che ci deve Frimat è una somma con cui riuscirei a pagare i dipendenti, altrimenti rischiamo di saltare in aria».
Il timore è anche che le vie legali possano protrarsi troppo e che le luci sul cantiere possano spegnersi, quando fra sei o sette mesi il cantiere sarà concluso. E si aspettano azioni più incisive da parte della Regione, «che si è mossa – dice Tavolazzi – ma non ha dato un segnale reale». Intanto si sta già preparando per la prossima settimana un sit in di protesta ai piedi del cantiere per mantenere alta l’attenzione sulla critica situazione. —
Giovanna Corrieri
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