Poco personale qualificato Iv critica i tirocini formativi
Il 40% delle nuove assunzioni è a rischio
L’analisi
Alta disoccupazione, difficoltà per le aziende a reperire oltre il 40% delle figure professionali che vorrebbero assumere. Questa dicotomia tutta ferrarese, evidenziata dal recente report della Cgia di Mestre, ha stimolato un’analisi articolata da parte di Italia viva. «Fotografia che preoccupa ma non stupisce - afferma la coordinatrice Manuela Macario, che fa la formatrice professionale - Il target predominante di disoccupati e inoccupati è costituito da adulti con bassa scolarizzazione e nessuna specializzazione professionale. Persone che avrebbero bisogno di percorsi di riqualificazione e formazione permanente per non rimanere escluse da un mercato del lavoro sempre più esigente». La Regione ha puntato sul tirocinio formativo «ma è evidente - continua Macario - dai risultati ottenuti in questi tre ani di applicazione della legge, che non è sufficiente, soprattutto se interpretato come forma di sostegno al reddito. Il tirocinio formativo, se non supportato da un’adeguata formazione a partire dalla soft skills fino ad arrivare alle hard skills, perde tutte le sue potenzialità. A questo aggiungiamo il dato oggettivo che una persona disoccupata di lungo periodo, nella maggior parte dei casi non ha i mezzi economici per mantenere un’automobile o altro mezzo proprio».
L’azienda di solito «specializza al proprio interno i propri tecnici, investendo su nuove tecnologie - spiega Marco Pusinanti, Italia viva Delta e responsabile personale Zf group di Ostellato - Le scuola non possono stare al passo. L’alternanza scuola lavoro in stile tedesco introdotta da Renzi era un’ottima soluzione, ma nella sua applicazione non ha trovato riscontri, sia per mancanza di preparazione e flessibilità delle scuole, sia per la mancanza di capacità di assorbimento delle aziende».
Come soluzioni Italia viva propone «un tavolo di lavoro e di confronto permanente» tra istituzioni, aziende, settore della formazione professionale e scuola. «Il timore - conclude l’altro coordinatore Eric Zaghini - è che, in un Paese che dove si preferisce dare alle persone disoccupate il reddito di cittadinanza, le priorità siano altre». —
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