La Nuova Ferrara

Ferrara

argenta  

Sistemata la frana sul canale della Botte Ma non è finita qui

G.C.
Sistemata la frana sul canale della Botte Ma non è finita qui

Eseguiti lavori urgenti per sopperire alla fragilità dell’argine L’attenzione della Bonifica va ora sugli altri smottamenti

2 MINUTI DI LETTURA





ARGENTA. Diverse frane stanno interessando l’argine del canale della Botte, nel tratto compreso tra il ponte sulla via Cardinala e l’ingresso dell’idrovoro Saiaino, sede operativa del Consorzio della Renana e anche del Museo della Bonifica. La strada sull’argine tra l’emissario Lorgana e il canale della Botte è percorsa dai mezzi del personale della Bonifica ma anche dai turisti che in pullman, in auto e in bici si recano tutto l’anno a visitare il museo.

cancello a rischio

Nei giorni scorsi, proprio per salvaguardare la tenuta dell’argine, su una frana che rischiava tra l’altro di far scivolare in acqua anche la colonna portante dello storico cancello del Consorzio, sono stati eseguiti per diversi metri dei lavori di somma urgenza al terrapieno del Canale Botte, meglio conosciuto ad Argenta come “la Zena”.

Lavori eseguiti in tempi record dal personale della Bonifica con l’utilizzo di sassi di trachite e che hanno previsto anche il ripristino della sagoma originale del corpo arginale. Trattandosi di lavori nella sesta stazione del Parco, l’Ente gestore ha concesso il nulla osta tenendo conto che l’intervento non presentava incidenza negativa significativa sugli habitat, sulle specie animali e vegetali di interesse comunitario presenti nei Siti Rete Natura 2000.

le condizioni

Dovendo eseguire i lavori, l’Ente Parco ha posto delle condizioni che andavano rispettate e fra queste “che vengano adottate tutte le precauzioni e misure necessarie – si legge nel nulla osta pubblicato all’albo pretorio del Comune di Argenta – al fine di minimizzare i rischi connessi alla fase di cantiere e di esercizio, in particolare per prevenire versamenti accidentali (da macchinari, automezzi e gruppi elettrogeni) di sostanze inquinanti; vengano recuperati e smaltiti in modo idoneo tutti i rifiuti prodotti in fase di cantiere e di esercizio; i lavori per l’esecuzione degli interventi non alterino la naturalità e la morfologia delle aree limitrofe al sito di intervento”.

Ora resta da capire quando s’interverrà sulle altre frane, smottamenti esistenti solo qualche metro prima dell’ingresso del Saiarino. —

G.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google