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Blocca trivelle, incertezza per cinque siti in provincia

Stefano Ciervo
Blocca trivelle, incertezza per cinque siti in provincia

“Via” in sospeso o in corso per quattro ricerche e le estrazioni di Corte dei signori Il governatore Bonaccini in difesa del polo ravennate: il rinvio non risolve nulla 

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La battaglia del governatore Stefano Bonaccini contro la proroga al blocco di nuove trivellazioni serve a schierare la Regione a fianco del comparto delle ricerche di gas in mare, che a Ravenna e dintorni conta mille aziende e 10mila addetti, ma rischia di creare problemi ad una vasta area del Ferrara che va dal capoluogo al mare. Qui insistono infatti una decina i siti attivati da parte delle società di ricerca idrocarburi, alcuni dei quali risultano in fase di autorizzazione e sono quindi “congelati”. A differenza delle piattaforme marine, infatti, i centri di trivellazione a terra non sono attività ad alta intensità occupazionale, mentre alimentano le preoccupazioni dei cittadini e di conseguenza delle amministrazioni locali, che possono contare solo su indennizzi ambientali in genere modesti.

l’affondo

Dopo giorni di proteste romagnole, riprese di recente dai sindacati regionali, ieri è sceso appunto in campo il governatore. Il blocco fino al febbraio 2021 per le nuove trivellazioni, inserite da un emendamento M5s nel decreto Milleproroghe in approvazione alla Camera, «non porta con sé alcuna soluzione concreta e strutturale - ha detto Bonaccini - La green economy non si fa per decreto e così non si dà alcuna risposta né sotto il profilo della tutela ambientale, viceversa sempre urgente da affrontare, né per quanto riguarda gli aspetti economici e occupazionali, con l’effetto di fermare e danneggiare un settore strategico ed avanzato, che andrebbe al contrario accompagnato nella transizione con politiche industriali». Il presidente si dice pronto «a fare la nostra parte ma è necessario che il governo, per iniziativa del ministero dello Sviluppo economico, apra subito un confronto con le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali, mettendo a valore quanto si sta già facendo nei territori come Ferrara e Ravenna».

La provincia estense è in realtà toccata di sponda dalle perforazioni marine, per via dell’impatto sui delicati ecosistemi del Delta del Po. Il riferimento di Bonaccini a Ferrara, spiegano fonti della Regione, riguarda un metodo, quello della concertazione, che ad esempio nel petrolchimico ha consentito di coniugare attività di bonifica e investimenti.

gli effetti

Sta di fatto che il prolungamento del blocco delle trivelle ingloba anche quelle terrestri, concentrate in gran parte tra il Mezzano, Medio Ferrarese e Valli comacchiesi. L’interpretazione sposata dall’entourage di Bonaccini è che congeli tutte le nuove richieste di prospezione (attività preliminare di verifica), ricerca (trivellazione di un pozzo esplorativo) e coltivazione (utilizzo del pozzo per estrarre gas); il tutto in attesa di una zonizzazione ministeriale sulle aree dov’è possibile svolgere queste attività.

In sede di Valutazione d’impatto ambientale ministeriale risultano due richieste in sospeso, il pozzo esplorativo Cisi1 a Jolanda di Savoia da parte di Enel Longanesi developments; e il permesso di ricerca La Stefanina di Aleanna Resources, nei territori di Argenta, Comacchio e Ostellato. Ci sono però anche tre richieste di Via in corso: Viconovo1 di Aleanna e Malerbina1 a Masi Torello di Enel, e soprattutto il progetto di estrazione di Corte dei signori (Ostellato) di Aleanna, presentato nell’autunno scorso tra le proteste di Comune e ambientalisti, probabilmente in vista dell’auspicato stop al blocco. Dopo il Milleproroghe la presa di posizione della Regione tiene più che mai aperti i giochi. —

Stefano Ciervo

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