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Incidente all’ipercoop, sospesa la patente 

Omissione di soccorso Condanna a un anno per l’aguzzino di Tartari

Omissione di soccorso Condanna a un anno per l’aguzzino di Tartari

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il caso

Una condanna a poco più di un anno con la sospensione della patente è come una goccia nel mare per chi sta scontando trent’anni per omicidio più altri quattordici per rapina, ma nel suo curriculum criminale Ivan Pajdek - il capo delle banda che massacrò Pierluigi Tartari e seminò il terrore con gli assalti violenti in case e ville - aveva aggiunto anche le accuse di lesioni e omissione di soccorso.

Lo scenario è quello di un incidente “banale”, che banale però non era affatto perché avvenne il 10 settembre del 2015, il giorno dopo la rapina mortale ai danni del pensionato di Aguscello. Pajdek era andato con i suoi complici all’ipercoop Il Castello, a fare acquisto con il bancomat rubato alla vittima.

Alla guida dell’Alfa Romeo 156 scura diventata poi tristemente famosa, Ivan Pajdek tamponò l’auto di una donna mentre stava uscendo dal parcheggio del centro commerciale, per poi allontanarsi dal luogo dell’incidente in tutta fretta. Ma non abbastanza da impedire alla signora di prendere il numero di targa. La stessa targa che diventò così il punto di congiunzione tra un piccolo caso di incidente stradale e uno dei fatti di cronaca più gravi e tragici degli ultimi anni. Chiamata a riconoscere il conducente della macchina che l’aveva tamponata, la signora riconobbe senza ombra di dubbio Ivan Pajdek, finito ancora una volta a processo, accusato di lesioni (la signora aveva riportato il classico colpo di fusta) e omissione di soccorso. Il Pm Renzo Simionati aveva chiesto due anni di reclusione, il giudice Migliorelli ha inflitto un anno e un mese di reclusione con l’aggiunta, così prevede il codice in ogni caso, della sospensione della patente per un anno. —

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