Pomposa, chiesa gremita per l'addio a Maria Rosa
Oltre duecento si sono riunite all'Abbazia e hanno reso omaggio alla giornalista e fotografa
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POMPOSA. Tantissima gente, una lunga fila di persone a salutare la madre Dianella, amministratori dei Comuni del Basso Ferrarese, rappresentanti di associazioni di volontariato ma, soprattutto, rappresentanti delle forze dell’ordine che negli anni hanno avuto modo di conoscere Maria Rosa Bellini al lavoro, cronista prima per la Gazzetta di Ferrara, poi per oltre vent’anni alla Nuova Ferrara e dall’estate 2016 al Resto del Carlino. E in attesa della celebrazione sono numerosi gli aneddoti che ci hanno ricordato Maria Rosa, così energica e vulcanica in ogni situazione della vita, anche quando ha dovuto combattere la malattia, quella malattia che l’ha portata via dalla vita terrena domenica scorsa all’età di 51 anni, ma non dai ricordi delle tante persone che hanno potuto conoscerla. E anche don Marco Polmonari, che mercoledì pomeriggio ha celebrato i funerali all’Abbazia di Pomposa, ha sottolineato come Maria Rosa ha sì lasciato la vita terrena, ma avremo modo di ritrovarla in futuro e stare insieme per la vita eterna. E perché sia più piacevole il suo ricordo, ecco la frase letta alla fine della celebrazione da don Marco, che si trova sulla bara per accompagnare Maria Rosa nell’ultimo viaggio: “Non piangere... non sono qui... non sto dormendo... sono mille venti che soffiano... sono mille fiocchi di neve... sono il sole che scotta sulle dune di sabbia... sono la pioggia lieve d’autunno... quando ti svegli nella calma mattutina, sono il rapido fruscio degli uccelli che volano in cielo... sono la stella più bella che brilla nella notte... non piangere... io sono lì”.
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