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Coronavirus, negativo il test sul bimbo Quattro studenti monitorati dall’Asl

Coronavirus, negativo il test sul bimbo Quattro studenti monitorati dall’Asl

Allarme terminato per il piccolo tornato dalla Cina. Scuole, così sono applicati i protocolli. Riaperti i tre bar “autosospesi” 

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il caso

Allarme rientrato: non ha il coronavirus il bimbo cinese di due anni arrivato martedì all’ospedale di Cona. L’esito dell’analisi del tampone è risultato negativo, scongiurando ogni sospetto di contagio.

Il piccolo era tornato da alcuni giorni in Italia dalla Cina, e all’insorgenza della febbre i genitori lo hanno subito portato al Sant’Anna. È scattata la procedura prevista dai protocolli, così come era avvenuto una settimana fa, quando una signora cinese residente in provincia si era presentata all’ospedale del Delta con la febbre e un forte raffreddore. Sintomi che l’avevano allarmata, essendo rientrata dalla Cina da una decina di giorni, nonostante l’esito negativo dei controlli aeroportuali.

In entrambi i casi dunque è stato applicato lo specifico protocollo, che prevede il trasporto del paziente direttamente in Malattie Infettive, senza passare per il pronto soccorso, e l’adozione di tutte le misure precauzionali nei confronti degli operatori, applicando i parametri di massima tutela, tarati sul rischio di contagio. Il paziente è rimasto in isolamento e sottoposto a tampone da inviare a Bologna per l’analisi. Anche in questo ultimo caso l’esito è arrivato nel giro di poche ore, e il risultato ha escluso la presenza del virus che sta flagellando il paese asiatico.

Studenti monitorati

L’attenzione e l’allerta restano comunque alte e, senza alimentare psicosi ingiustificate, la Sanità pubblica ha adottato le necessarie misure di prevenzione per evitare l’epidemia. A cominciare dalle scuole, con le indicazioni contenute nella circolare ministeriale per la gestione degli alunni e degli studenti di ogni nazionalità - dall’infanzia alle superiori - di ritorno dalle città a rischio della Cina; misure che prevedono la permanenza a casa per 14 giorni, con sorveglianza attiva da parte dell’Asl: un monitoraggio telefonico quotidiano per la valutazione dell’eventuale febbre e altri sintomi che dovessero insorgere durante il periodo di volontaria quarantena.

Attualmente in tutto il Ferrarese si contano quattro casi di studenti che stanno seguendo questo protocollo dopo il rientro in Italia dal paese asiatico: frequentano tutti le scuole superiori, tre a Ferrara e uno in provincia. Spetta ai dirigenti scolastici informare il Servizio di Igiene Pubblica che uno dei suoi iscritti è rientrato da un’area a rischio, e al tempo stesso avvisare la famiglia che sarà contattata da un operatore dell’Asl per concordare le modalità della sorveglianza. Trascorse le due settimane previste, l’Asl provvederà a comunicare al dirigente scolastico l’esito del monitoraggio.

Locali riaperti

E a proposito di quarantena volontaria: nelle ultime settimane, al diffondersi dell’emergenza coronavirus, tre esercizi pubblici della provincia avevano adottato spontaneamente misure precauzionali: in due casi, nell’Alto e nel Basso Ferrarese i locali erano rimasto chiusi per il periodo necessario a scongiurare il contagio, mentre un terzo gestore, ancora nell’Alto Ferrarese, si era “autosospeso” pur mantenendo in attività l’esercizio.

Terminato il periodo di autosospensione cautelare senza brutte sorprese, tutti e tre i locali hanno ora ripreso la regolare attività. —

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