Folgorato nei campi Condannati capo collega e imprenditore
pontemaodino. Tre condanne per la morte di Claudio Bucci, morto folgorato dal camion trasformato in una trappola ad alta tensione, avvenuta a febbraio del 2015. Ieri mattina in Tribunale a Ferrara la sentenza: 1 anno di reclusione e 8 mesi di arresto per Antonio Gardin, titolare dell’azienda Oasi, e per Fabio Zanetti, titolare dell’omonima ditta e datore di lavoro della vittima; 1 anno e 4 mesi per Paolo Sturaro, il lavoratore intervenuto con un trattore ad aiutare Bucci a liberare il camion impantanato.
Riconosciuto anche il risarcimento del danno alla famiglia di Bucci, rappresentata dall’avvocato Renato Cappelli, da quantificarsi in sede civile. «Era stata chiesta l’archiviazione, ci siamo opposti e siamo arrivati alle condanne – ha detto l’avvocato Cappelli -. Nessuno potrà mai restituire Claudio Bucci alla famiglia, ma la giustizia ha potuto fare il suo corso».
accusa e difesa
Per la difesa Claudio Bucci, 29 anni, morto folgorato nel febbraio del 2015 mentre scaricava letame in un terreno dell’azienda agricola Oasi, è rimasto vittima di una fatale disattenzione.
Il rimorchio del suo camion era rimasto incastrato tra i fili dell’alta tensione e Bucci, una volta sceso dal mezzo per controllare cosa fosse successo, commise l’imprudenza di risalire a bordo e azionare la leva per abbassare il cassone, rimanendo ucciso da una scarica partita dal camion che si era caricato elettricamente. Per l’accusa invece il giovane autotrasportatore non era consapevole del pericolo. Quel giorno era piovuto, ed il camion era rimasto impantanato nel terreno. Il mezzo era stato così trainato da un trattore, con il cassone alzato, e durante il trasporto era rimasto impigliato nei fili. Ma di questo Bucci non si sarebbe accorto, e sarebbe risalito a bordo ignaro del pericolo.
la sentenza
Ieri mattina il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche ed ha quindi condannato per omicidio colposo Zanetti, Garbin e Sturaro. I titolari dell’azienda e della ditta sono stati inoltre condannati per non aver ottemperato gli obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione. In pratica non avrebbero permesso alla vittima di lavorare in sicurezza.
Alla famiglia Bucci è stata riconosciuta una provvisionale pari a 25mila euro, da corrispondere immediatamente in attesa dell’udienza civile. —
An.Bo.
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