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Francolino in trincea Sit in per salvare la scuola I genitori: i nostri figli separati su diversi istituti

Francolino in trincea Sit in per salvare la scuola I genitori: i nostri figli separati su diversi istituti

Le mamme: gli orari e la distanza ci costringono ai salti mortali Solidarietà dal Pd e Italia Viva. Giovedì prossimo l’incontro con Fabbri 

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la protesta

Tutta la comunità si è mobilitata ieri a Francolino: i genitori dei bambini che rischiano di non poter cominciare la scuola elementare nell’istituto della frazione, i nonni che di solito sono incaricati di accompagnare i nipoti a scuola visti gli impegni lavorativi dei figli, e che sono allarmati perché «come potremo arrivare a Malborghetto se siamo in bicicletta, sarebbe un vero disagio», dicono, e anche altri cittadini, parroco compreso, perché «se salta la prima, salta la comunità».

Era questo il coro indignato di chi ieri ha preso parte al sit in di protesta davanti alla scuola elementare di Francolino, dopo che nei giorni scorsi la preside del plesso ha comunicato la decisione di avviare la prima elementare a Malberghetto anziché a Francolino: «una comunicazione arrivata in ritardo – protestano i genitori – dopo la visita all’istituto, dopo che avevamo conosciuto le maestre, dopo che gli stessi bambini avevano visitato la scuola dove sarebbero andati a settembre». «Non sembrava che l’avvio della classe fosse in dubbio quando a gennaio ci sono stati gli open day – faceva presente Sandra Soffritti – si erano raccomandati di comprare uno zaino perché i bambini avrebbero dovuto fare le scale, essendo la sezione al secondo piano...».

noi non molliamo

«Non vogliamo andare nella scuola di Malborghetto» dicono i genitori: «la scuola di Francolino è bella – sottolinea Federica Celati – adibita per i disabili, dotata di biblioteca, di mensa e di palestra, che là mancherebbe. Io ho due figlie che sono già venute qua e mi sono sempre trovata benissimo. Queste scelte costringono le persone a fare i salti mortali». I tempi di apertura e chiusura dei plessi sono infatti diversi, lamentano tutti, «e costringono a prendere i pulmini e ad iscrivere i propri figli a pre e dopo scuola, che sono servizi a pagamento». «E poi negli ultimi anni – faceva notare Monica Campa, rappresentante d’istituto – Malborghetto ha disertato a favore delle scuole di Ferrara. Perché dovrebbe essere salvata a discapito di Francolino che è molto più legata alla sua scuola e al suo territorio». «L’anno scorso volevo iscrivere mio figlio a Malborghetto e l’ho duvuto iscrivere a Francolino perché là non hanno fatto la classe – raccontava un papà di Pescara – e ora l’altro mio figlio dovrebbe andare a Malborghetto?». E in discussione, concordavano tutti, c’è l’esistenza dell’intera comunità. Forse anche per questo il parroco, Don Giorgio, è stato fra i primi firmatari della petizione per salvare la sezione: «è importante avere una scuola nella propria comunità», diceva preoccupato della situazione di Francolino, che ha già perso la chiesa dove i lavori sono fermi, e che al momento non è servita dai tram. Anche lui, a difesa della comunità, parteciperà quindi all’incontro di domani con la preside, dove annuncia la propria presenza anche Italia Viva, che esprime solidarietà alle famiglie di Francolino, come anche il Pd. Presenti ieri al sit in i segretari comunali del Pd di Francolino, Elia Cusitano, e di Ferrara, Nicola Minelli, per esprimere solidarietà ai genitori: «quando chiude una scuola non è un buon segnale», diceva il primo. Minelli si è detto invece soddisfatto «della vicinanza fisica del Pd che, notava insieme al consigliere Bertolasi (Pd), «manca da parte dell’amministrazione. Peccato che non abbia partecipato alla protesta». —

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