Un lungo e commosso applauso per l’addio alla freccia del Delta
Amministratori e forze dell’ordine in prima fila per l’ultimo saluto a Maria Rosa Il dolore di mamma Dianella, il sorriso per i tanti aneddoti di una vita da cronista
Una lunga fila di persone in rigoroso silenzio a porgere le condoglianze a mamma Dianella, distrutta dal dolore. È questa l’immagine dell’ultimo saluto a Maria Rosa Bellini, la giornalista 51enne deceduta domenica all’ospedale del Delta, colpita la sera prima da emorragia cerebrale. E se tutti prima della cerimonia ricordiamo con un lieve sorriso i mille aneddoti legati a Maria Rosa, le cose cambiano quando vediamo la mamma in lacrime, rimasta solo per la perdita «della mia bambina».
Maria Rosa era impossibile non conoscerla se abitavi nel Basso Ferrarese, vera e propria cronista d’assalto, prima per la Gazzetta di Ferrara, poi per oltre vent’anni alla Nuova Ferrara e dall’estate 2016 al Resto del Carlino. Un vulcano di energia, sempre pronta ad affrontare di petto qualsiasi situazione, anche se si trattava di articoli sportivi, quelli che amava di meno in assoluto. Così come di petto ha affrontato la malattia, che non le ha impedito di continuare a scrivere articoli o a scattare fotografie, la sua altra passione.
l’attesa
Ieri all’Abbazia di Pomposa ha celebrato la messa don Marco Polmonari, che ha sottolineato l’importanza della fede, «perché quando perdiamo una persona cara il dolore è tremendo, è come se ci venisse tolta una parte importante del nostro corpo. Siamo qui a pregare per la nostra sorella Maria Rosa, ma anche rinnovare la nostra fede. Il Vangelo ci invita alla veglia, ad attendere quel momento che verrà, quando passeremo da una all’altra vita. Ci viene chiesto di essere preparati a questo passaggio, avere la lucerna accesa, ossia la fiamma di Cristo che ci indica la strada, che ci porta al traguardo. La nostra fede è il grande dono prezioso, per dare sfogo a tutto quel bene che il nostro cuore vuole fare e ricevere. Solo Dio sa quanto bene ha fatto Maria Rosa, perché gli occhi dell’uomo sono abituati a vedere il male. Un giorno ritroveremo i nostri amici e insieme a loro vivremo per l’eternità».
All’uscita della bara dalla chiesa un lungo applauso e il mesto corteo di persone a salutare mamma Dianella. C’erano molti amministratori del Basso Ferrarese, come i sindaci Sabina Zanardi (Codigoro), Diego Viviani (Goro) e Cristian Bertarelli (Lagosanto), rappresentanti delle associazioni di volontariato e, soprattutto, rappresentanti delle forze dell’ordine (carabinieri e polizia) e dei vigili del fuoco, coloro che negli anni hanno avuto modo di conoscere Maria Rosa nel momento che amava di più, a caccia di notizie e pronta a dare buchi alla concorrenza, da vera “freccia del Delta” come era soprannominata. —
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