Una rete d’impianti territoriali per recuperare la differenziata
Due cartiere e Petra polimeri ricevono i rifiuti locali, come il compostaggio di Ostellato Il Ferrarese è al terzo posto per siti impegnati nel recupero
Aliplast è il fiore all’occhiello di Herambiente, la più grande società italiana nel settore trattamento rifiuti, che gestisce tra l’altro l’ambito di Ferrara città. Una parte degli 86 impianti certificati (1.400 operatori, 6,3 milioni di tonnellate di rifiuti trattati all’anno) insiste sul territorio della provincia di Ferrara, mentre la “rete” del recupero rifiuti comprende anche realtà produttive indipendenti. Il nostro territorio è al terzo posto per numero d’impianti in questa rete, dopo Bologna e Ravenna.
Concentrando l’analisi sul riciclo e sul trattamento della raccolta differenziata, bisogna anzitutto considerare due cartiere, la Cartiera di Ferrara e la Cartitalia (Gruppo Pro-gest) di Mesola. Qui finisce parte della carta e del cartone della raccolta differenziata cittadina, che in ambito Hera produce 65 chilogrammi per abitante, con una quota di recupero del 92%. Partner nel trattamento della plastica da Rsu, invece, è Petra Polimeri, una realtà del gruppo Ilpa, nata a Casumaro come azienda specializzata nel riciclo e nella selezione dei rifiuti di imballaggio in plastica, e trasferitasi dopo il terremoto nella zona di Cassana. Per quest’azienda resta la prospettiva di far parte di un autentico polo del riciclo con Hera, Amp e Vinyloop, da tempo si parla di costituire un consorzio.
Tornando all’interno del gruppo Hera, a recuperare i rifiuti urbani ferraresi c’è anche l’impianto di compostaggio di Ostellato, che si occupa appunto del trattamento finale della parte organica. Nel complesso, questa rete di economia circolare comprende 60 impianti di prima destinazione e 179 di recupero finale, tra appartenenti al gruppo e partner. Ci lavorano complessivamente 20mila persone, con un fatturato totale di 12 miliardi: oltre che carta, plastica e organico, si recuperano metallo, rifiuti verdi, legno, ferro e vetro. La media del materiale riciclato è 91%, il resto va a recupero energetico.
A Ferrara Herambiente dispone anche di uno dei suoi dieci impianti di selezione dei rifiuti, che tratta la frazione secca urbana e i rifiuti speciali; oltre che di un impianto per il trattamento chimico-fisico dei rifiuti industriali, dove vengono lavorati rifiuti liquidi e fanghi. Da tempo non ci sono più discariche attive (ne restano sei in tutto il gruppo, due delle quali nel Bolognese), mentre è pienamente funzionante il termovalorizzatore di via Diana: dentro il suo forno finiscono rifiuti urbani non riciclabili e speciali non pericolosi, la cui combustione serve tra l’altro alla produzione di energia elettrica.
Negli inceneritori Hera, e quello di Ferrara è tra i più moderni, la media di emissioni in atmosfera risulta inferiore dell’86% rispetto ai limiti di legge, con analisi svolte ogni 40 secondi. —
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