Il mercato del lavoro non va? La Cgil: colpa del reclutamento
Mancate assunzioni e alta disoccupazione Il sindacato: chi cerca un posto non lo trova
l’analisi
L’idea che nel Ferrarese il divario tra offerta di lavoro insoddisfatta, oltre il 40% secondo lo studio Cgia, e la disoccupazione sia “colpa” del fatto «che le persone in cerca di occupazione non si candidano per ottenerlo o al più vengono escluse perché prive delle competenze richieste», è «naturalmente capziosa e strumentale oltre che ingiusta ed irreale e per giunta insopportabile in quanto parziale». Arriva la sferza della Cgil sulle interpretazioni collegate al report degli artigiani. «La mancata correlazione tra conoscenze possedute e lavoro è certo un problema esistente ma enfatizzarlo contribuisce a far crescere lo scoraggiamento non certo a risolverlo. Non si vuol ammettere ad esempio - scrive la Camera del lavoro - che il lavoro è complessivamente inferiore al numero delle persone che lo ricercano e che bisognerebbe crearne di nuovo e di qualità». Il problema è insomma il lavoro sottopagato o «non pagato, il primissimo», e pure svenduto.
La Cgil si basa sul servizio di orientamento al lavoro istituito, che in un anno ha intercettato alcune centinaia di persone in difficoltà sul piano lavorativo e da tempo attive nella ricerca. Sono italiani all’80%, residenti nel comune di Ferrara,di età compresa tra i 20 e i 58 anni. Il 63% ha un’istruzione superiore e universitaria; circa il 70% vanta carriere e qualifiche specializzate, vanificate dalla crisi, soprattutto in servizi, ristorazione, pulizie, lavoro di cura. «Gli stessi comparti che oggi dichiarano il fabbisogno di manodopera - fa presente il sindacato - Per reinserirsi la maggio parte di loro ha affrontato numerosi corsi di formazione ed ha mostrato propensione al cambiamento sottoponendosi ad altra formazione. Ciononostante né le aziende né le agenzie per il lavoro leggono i loro curriculum o li prendono in seria considerazione. I ricollocati, con contratti a termine, si contano purtroppo sulle dita di una mano».
Significa, è la conclusione Cgil, che «il sistema di selezione, formazione e di reclutamento non funziona perché eccessivamente privatizzato e incapace di adattare il lavoro ai lavoratori. Come elemento di novità segnaliamo la nascita nel 2019 nel nostro territorio delle Corporate Academy nel settore metalmeccanico. Tale esperienza va incoraggiata e diffusa. In cosa consiste? In una azione imprenditoriale concertata con le parti sociali e istituzionali in cui le aziende, dopo una analisi di quel che gli serve, chiedono agli enti di formazione e alla scuola di selezionare e mettere in apprendimento persone disoccupate, allo scopo di poterle assumere con contratto stabile e diretto». —
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