L’allevamento di cani è abusivo e va chiuso La chiave è urbanistica
GAMBULAGA. Dovrà chiudere, o quantomeno fortemente ridimensionarsi fino ad assumere una forma dilettantistica, l’allevamento di Gambulaga che nello scorso luglio venne coinvolto in un sequestro di oltre cento cani che stavano per essere venduti abusivamente.
Alla base c’è un’ordinanza dell’Unione dei Comuni Valli e Delizie, rivolta ai due proprietari della struttura, un uomo e una donna. La chiave della decisione è urbanistica e fa leva sull’incompatibilità tra le dimensioni dell’allevamento e le caratteristiche dell’area in cui è collocato: una zona riservata a funzioni residenziali e miste, con medio-bassa densità edilizia.
In estate, dopo la segnalazione del Servizio veterinario dell’Asl, i carabinieri forestali censirono 131 animali di cui 94 con microchip, a fronte dei 626 cani presenti nell’Anagrafe regionale animali d’affezione intestati ai due proprietari. Segnale che l’allevamento avesse caratteristiche commerciali; peccato che cinque anni prima venne comunicato dai titolari che fosse amatoriale, ossia con un numero non superiore a tre fattrici e una quantità di cuccioli non superiore a dieci per anno. —
F.T.
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