Morì sotto le bombe Dalla piastrina militare le ricerche dei parenti
Gli Archeologi dell’Aria stanno cercando con impegno i familiari per consegnare quello che hanno ritrovato E ora manca un solo tassello
portomaggiore. «Stiamo cercando informazioni sui parenti di Guerrino Ferrari per consegnare la sua piastrina militare recuperata da un appassionato ricercatore lungo l’argine del Po, in zona Alberone di Riva del po». Questo è l’appello di Fabio Raimondi dell’Associazione Archeologi dell’Aria e la storia del militare Ferrari merita di raccontata. Soprattutto, è da capire il legame dell’uomo con Portomaggiore.
La piastrina militare è stata ritrovata da un appassionato di ricerche storiche, che assieme agli amici dell’associazione Archeologi dell’aria setaccia i campi del nord Italia alla ricerca di reperti storici.
cosa è successo
Guerrino Ferrari è nato a Sant’Apollinare di Rovigo nel 1916 e con i genitori Luigi Ferrari e Amalia Zecconetta, negli anni ’30, si è spostato a Coccanile.
«Nel 1943 si è arruolato in Fanteria dell’Esercito della Rsi – spiega Raimondi –, ma durante la Seconda Guerra Mondiale è stato ucciso a Portomaggiore, durante un bombardamento avvenuto il 20 luglio 1944. Guerrino quel giorno si trovava in licenza militare».
la ricerca
Grazie ai ricercatori della associazione Archeologi dell’Aria di Ambrogio è stato scoperto che Guerrino Ferrari si era sposato il 12 giugno del ’40 con Albertina Finotelli.
«Non sappiamo il motivo per cui Guerrino si trovasse a Portomaggiore quel tragico giorno, se era un residente oppure era in visita ai parenti della moglie – dicono dall’associazione –. Come non sapremo mai il perché la sua piastrina militare si trovava a chilometri di distanza da Portomaggiore. Il rebus è il seguente: «Guerrino Ferrari e Albertina Finotelli, hanno risieduto a Portomaggiore?» , perché evidentemente, di documenti a disposizione non ce ne sono e la ricostruzione va tentata dunque con il passaparola.
«Il ritrovamento della piastrina – spiega Giovanni Carlini - è di Tomas Mazzanti. Poi io e Lorenzo Saggioro, che facciamo parte dell’associazione abbiamo iniziato una serie di ricerche e verifiche con l’archivio militare di Bologna, dove abbiamo recuperato il foglio matricolare».
la morte
Il 20 luglio 1944 Ferrari si trovava a Portomaggiore, proprio il giorno del bombardamento degli Alleati.
«Possiamo immaginare il caos di quei momenti, gli aerei Alleati che sfrecciavano nel cielo sopra l’Emilia sganciando bombe e mitragliando nei sorvoli a bassa quota. Le sirene antiaereo che riecheggiano nell’aria, la fuga dei civili alla ricerca di un riparo. Macerie, urla e morti. Ed in questo scenario che tra il 20 e il 21 luglio il militare muore, come ha certificato l’Archivio militare». —
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